Consiglio Comunale Latina

La dittatura dei numeri, delle virgole e delle parole cambiate. Questo in sintesi quanto accade nel Consiglio Comunale di Latina, dove le cose funzionano più o meno così: la minoranza avanza proposte, la maggioranza o le boccia o le modifica, per poi votarle se tutto va bene all’unanimità.

Nel Consiglio Comunale di oggi è successo almeno due volte. Prima sul tema della scuola di Borgo Carso, dove la minoranza ha presentato una proposta, che la maggioranza di fatto ha ratificato per votarla all’unanimità.

E si è ripetuto sull’istituzione della figura del disability manager. Nella proposta presentata da Eleonora Matilde Celentano si chiedeva l’istituzione di una figura presa all’interno del Comune che potesse essere adeguatamente formata per accogliere le istanze dei diversamente abili e favorirne l’inclusione sociale. Dalla maggioranza, per la precisione da Marina Aramini, è arrivato un emendamento nel quale si sostiene di cercare tale figura eventualmente anche all’esterno laddove nessun dipendente avesse i requisiti. Ne è scaturito un dibattito sui costi e sul personale già sotto organico e sulla strumentalizzazione dei disabili. Il punto della questione era se includere o meno la formula del costo zero.

Morale della favola: il Consiglio Comunale si è perso in una lunga discussione sulle virgole e le parole cambiate, con la maggioranza consapevole di avere i numeri per cambiare ogni volta le carte in tavola e la minoranza frustrata che vede ogni volta le sue proposte stravolte. “È un metodo asfaltante”, sussurrano tra i banchi della minoranza.

La conclusione del dibattito ha messo in evidenza la scarsa conoscenza della procedura per votare una mozione dove esistono emendamenti. Prima gli emendamenti o la mozione? Il vicesegretario generale Imma Pizzella ha quindi ricordato gli articoli dello Statuto per dirimere la questione: si votano gli emendamenti e poi la mozione così come emendata. La minoranza da frustrata è diventata frustrante insistendo nel voler votare la proposta originale, salvo poi ribaltare i ruoli e parlare di “violenza dei numeri” da parte di LBC.

“Questo tema è troppo importante per andarci a dividere – è intervenuto Damiano Coletta – Mettiamo da parte gli schieramenti e mettiamoci nella logica degli obiettivi. Gli emendamenti presentati rafforzano in concetto, il quid della questione è la parte economica? È nostro interesse mantenere il costo zero. Ma se non si trova il costo zero non si voleva comunque perdere questa occasione. Andiamo in estrema ratio ad ipotizzare una spesa se non ci fosse nessuno disponibile a farlo a costo zero. Vi invito a trovare unità di voto su questo, è il concetto che deve passare e mi dispiacerebbe se ci fossero divisioni.”

Per Matilde Celentano bastava votare la mozione e poi sviscerarla in un secondo momento. “Con rammarico ritiro la mozione e vi prendete la responsabilità di quello che avete fatto“, ha annunciato. Così cadono gli emendamenti. Risultato: perse ore e ore in una discussione impantanata e senza una degna conclusione.

“Ho presentato una mozione e pensavo di averlo fatta anche bene, potevano accettarla direttamente, invece hanno voluto per forza emendarla e sono stata costretta a ritirarla – ha dichiarato l’esponente della lista Calandrini Sindaco -. In campagna elettorale LBC ha sempre affermato che avrebbe dato importanza al sociale, non hanno pensato a questa figura del disability manager e finiscono per appropriarsene. Tendono a strumentalizzare qualunque cosa facciamo. I cambiamenti erano virgole e parole, ciò è stato estremamente offensivo, ero aperta al dialogo se mi avessero avvisato”.

“Si è voluto per forza di cose ritirare una mozione per la titolarità, questo il sintomo di quanto all’opposizione interessa questo tema – ha dichiarato invece Dario Bellini, capogruppo di LBC -. L’opposizione pretende di trattare il tema a costo zero. Anche a noi piacerebbe ma ci sono costi accessori e bisogna prevedere che sia possibile che l’amministrazione preveda di spendere. Siamo rammaricati per l’atteggiamento dell’opposizione che stravolge i regolamenti a suo piacimento. Il vicesegretario ha detto che la proposta si poteva emendare e andava emendata”.