sabato 26 Novembre 2022

Tragedia nei campi: bracciante di soli 24 anni si toglie la vita

Aveva solo 24 anni il ragazzo, evidentemente disperato, che ha deciso di togliersi la vita annodando una corda ad un albero ed impiccandosi non lontano dall’azienda dove lavorava, a Sabaudia. Di lui si sa solo che era indiano, che faceva il bracciante agricolo e che condivideva l’abitazione con alcuni connazionali.

La notizia è stata diffusa via social dal sociologo e giornalista Marco Omizzolo, impegnato da anni per la salvaguardia ed il rispetto dei diritti dei braccianti contro il caporalato e lo sfruttamento del lavoro nei campi: “Un altro ragazzo indiano di 24 anni si è suicidato in una azienda agricola di Sabaudia – scrive sulla sua pagina Facebook – Ancora una volta, non a caso, per impiccagione. È una strage che cade proprio il giorno che ricorda una delle peggiori tragedie del Mediterraneo avvenuta nel 2013 a largo di Lampedusa. Anche all’epoca io c’ero. Omicidi via terra e via mare. ‘Siamo tutti colpevoli’ diceva Dostoevskij. Aveva ragione. Siamo tutti colpevoli, nessuno escluso. Questa battaglia per la democrazia abbiamo deciso di perderla. Caro Jaspreet perdonaci. O forse, meglio, perseguita le nostre coscienze per sempre”.

Come sottolinea Omizzolo nel suo post, purtroppo episodi del genere non sono isolati. A giugno del 2020, sempre in provincia di Latina, un altro ragazzo indiano, di 25 anni, aveva scelto la medesima modalità per farla finita: si era impiccato con una corda attaccata in cima alla scala dell’appartamento dove abitava.

Sull’ultimo caso ora indagano i carabinieri della compagnia di Latina.

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