Il ciclone che si è abbattuto ieri sulla Sardegna è stata una vera e propria bomba d’acqua. 450 millilitri di pioggia caduti in 12 ore, praticamente la quantità che normalmente si registra in sei mesi, come ha spiegato anche il sindaco di Olbia Gianni Giovannelli.
Un evento non prevedibile, almeno nelle dimensioni in cui si è manifestato, che ha lasciato una terribile traccia di distruzione. E di morte. Sono state infatti 16 le persone che hanno perso la vita, alle quali si aggiungono una persona che ancora risulta dispersa, 2.700 sfollati ospitati in alberghi o da parenti oltre ad una quantità impressionante di feriti.
Sul fronte dei danni, sono quasi 500 i chilometri di viabilità provinciale coinvolti in crolli, frane, ostruzioni e allagamenti. La rete idrica è in tilt a causa dei black out elettrici e dei danni dovuti alle esondazioni. Il sistema fognario è intasato a causa dell’ingorgo di raccolta delle acque. Si segnalano criticità anche sulla rete elettrica con più di 10mila utenze senza corrente, mentre ancora non è disponibile una valutazione delle conseguenze per i tantissimi campi coltivati che sono stati allagati e per gli allevamenti.
Il governo ha dichiarato lo Stato di emergenza per l’isola in un Consiglio dei ministri convocato d’urgenza e ha deliberato uno stanziamento di 20 milioni di euro per la prima emergenza e l’assistenza agli sfollati. Anche la giunta regionale sarda si è riunita per deliberare lo stato di calamità e fondi aggiuntivi pari a 5 milioni di euro rispetto a quelli nazionali, mentre un altro milione di euro è stato donato dalla Conferenza episcopale italiana dai fondi derivanti dall’otto per mille.
Nella giornata di ieri, il Presidente del Consiglio Letta ha voluto far sentire la vicinanza dell’esecutivo alle popolazioni colpite e si è recato in vista a Olbia. “Lo Stato c’è – ha detto – e sta facendo il massimo. Sono arrivato qui anche per incoraggiare il lavoro delle forze dell’ordine e delle organizzazioni di soccorso. E’ stato un evento straordinario, voglio esprimere alla comunità tutta la vicinanza dello Stato”. Il premier ha poi aggiunto che le spese necessarie per la ricostruzione non saranno computate ai fini del patto di stabilità.





