di Redazione – I lavori di ampliamento della gradinata est dello Stadio Francioni sono stati sospesi, e subito è esplosa l’ira dei tifosi dopo che dal Latina Calcio è circolata l’ipotesi di non poter utilizzare l’impianto per la prossima stagione di Serie B. Il bersaglio della tifoseria nerazzurra è Giorgio De Marchis. Il consigliere del PD ha denunciato il fatto che l’area dello stadio, secondo una variante approvata dalla giunta comunale il 7 agosto 2014 è verde pubblico. E non è chiaro se in una zona adibita a verde pubblico possa essere permesso di innalzare la gradinata. Ma il progetto di ampliamento della gradinata era stato approvato solo una settimana prima, il30 luglio, quando l’area era considerata verde attrezzato, dunque la procedura, al 30 luglio, era regolare.
La denuncia di De Marchis ha acceso l’attenzione della Procura che ha provveduto ad avviare un’indagine che ha portato alla sospensione dei lavori, scatenando l’ira dei tifosi. È apparso uno struscione: “De Marchis burattino, il Francioni non è un giardino”, appeso nel cortile interno lo stadio, e un altro portato da un corteo: “De Marchis che pena ci fai”. Lo stesso consigliere avrebbe subito personalmente e via social network insulti e minacce. Dal suo blog l’ex capogruppo del PD ha commentato la questione. “Lo Stadio non diventa verde pubblico a caso, ma per una volontà precisa dei nostri amministratori. Lo Stadio deve diventare verde pubblico perché i lotti presenti nel quartiere con destinazione verde sono stati trasformati in lotti edificabili, pertanto lo standard di verde si mantiene solo cambiando la destinazione del Francioni – ha argomentato – Quindi, la ‘trasformazione’ dello Stadio in verde pubblico è funzionale alla realizzazione di palazzi e palazzine sui parchi e nei fazzoletti di verde del quartiere R3. Mi auguro che chi sta organizzando manifestazioni e cortei contro di me rifletta dopo aver letto queste parole, perché il corteo e gli striscioni, se proprio si vuole il bene della città, andrebbero organizzati contro chi ha cambiato la destinazione d’uso dello Stadio, con un voto in Giunta Comunale, con la consapevolezza che la nuova gradinata non sarebbe potuto essere realizzata”. De Marchis si dice pronto a sostenere le stesse tesi in un confronto pubblico e non intende affatto tacere sull’argomento: “Non aspetterò un minuto di più per denunciare alle forze di polizia chiunque userà la violenza fisica e verbale nei miei confronti con lo scopo di intimidire e di tappare la bocca ad una voce libera. Chi ama davvero Latina, difende la correttezza!”





