Da Latina passando per Terracina e giù, fino a Sperlonga, il maltempo e le forti mareggiate hanno raso al suolo interi stabilimenti balneari.

La forza del vento delle ultime ore ha sradicato cartellonistica e ombrelloni, il mare ha divorato la spiaggia portando via strutture in legno ed attrezzature.

E questa mattina gli operatori balneari hanno iniziato a fare la conta dei danni.

Una situazione gravissima, testimoniata dalle immagini che Gianluca di Cocco a Latina come tanti imprenditori del territorio hanno pubblicato.

“A tutti i miei colleghi. Noi non amiamo la gente perfetta, quelli che non sono mai caduti, non hanno mai inciampato. La loro è una virtù spenta, di poco valore. A loro non si è svelata la bellezza della vita. Noi ci risolleveremo – spiega Gianluca Di Cocco nel suo post – anche questa volta! Forza Ragazzi”.

Le strutture erano appena state montate, in questi giorni era arrivato, infatti, il via libera per riprendere le attività. Ed ora si deve ricominciare tutto da capo mandando in fumo altri giorni e quel tempo che per chi non lavora è perdita.

Un’emergenza che si aggiunge a quella esistente e cogente legata ad una ripartenza difficile, segnata da costi altissimi per mettere in campo le misure di contrasto e prevenzione alla diffusione del Coronavirus, e alle incertezze di una stagione che vedrà quasi dimezzati i fatturati.

Il tutto dopo che gli operatori e i ristoratori sono rimasti bloccati per oltre due mesi a causa del lockdown.

Il problema dell’erosione, delle mareggiate, però, diversamente dall’emergenza Covid 19 poteva essere evitata o meglio contenuta.

La spiaggia di Latina è ormai quasi del tutto scomparsa. La mancanza di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria di ripascimento sulle coste del litorale pontino hanno aumentato il fenomeno dell’erosione acuito dalle costanti mareggiate che negli anni si sono succedute.

Da anni si attende che quanto assicurato dalla regione Lazio, ed istituzioni locali, in termini di progettualità e risorse, trovi attuazione.

Ma il territorio è appeso al mese del poi e all’anno del mai. E questa è l’immagine che ogni anno si ripete sottraendo alla già gravosa situazione in cui versa l’economia pontina altro terreno per ripartire.