giovedì 23 Settembre 2021
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Sperlonga, un mare senza rifiuti con “Puliamo il mondo”

Puliamo il Mondo” è approdato a Sperlonga. La più grande iniziativa mondiale di volontariato ambientale, coordinata in Italia da Legambiente ha fatto tappa nel comune pontino il 27 giugno scorso per la settima volta. L’evento ha avuto come scenario la costa di Punta Capovento, nel Parco regionale della Riviera di Ulisse.

I protagonisti sono stati i sub volontari dello Sperlonga Diving Center, coordinati da Giovanni Minelli, che hanno raccolto dai fondali decine di chilogrammi di rifiuti di ogni genere, principalmente plastica, purtroppo spesso deteriorata in piccoli pezzi tali da renderne complicata la separazione dall’habitat naturale dei fondali.

L’evento è stato organizzato dal Porto di Sperlonga, dallo Sperlonga Diving Center e dal Circolo intercomunale Legambiente “Luigi Di Biasio” APS, con la collaborazione della Capitaneria di Porto di Gaeta, di Sperlonga Pescaturismo e del Comune di Sperlonga, che si è occupato del recupero dei rifiuti raccolti. L’iniziativa è stata patrocinata dal Parco Regionale Riviera di Ulisse.

“Si è trattato di un grande evento di mobilitazione per difendere il nostro mare – ha detto Paola Marcoccia, presidente del Circolo Legambiente – in uno dei punti più belli della costa laziale. L’inquinamento da rifiuti distrugge gli ecosistemi, minaccia la fauna marina e rischia di soffocare per sempre uno dei più grandi patrimoni che abbiamo, il nostro Pianeta blu. Si calcola infatti che ogni anno finiscano nei mari e negli oceani del mondo dalle 8 alle 12 milioni di tonnellate di rifiuti, l’equivalente di 1 camion al minuto”.

“Anche il nostro mar Mediterraneo è in forte sofferenza – ha aggiunto Giovanni Minelli, responsabile dello Sperlonga Diving Center – Con la nostra attività ci accorgiamo prima degli altri dei pesanti segni lasciati dall’inquinamento antropico dell’interno che poi si riversa in mare. Le azioni che compiamo in collaborazione con Legambiente hanno un valore dimostrativo ma dovrebbero suscitare la reazione delle persone e in chi ha delle responsabilità”.

“Qualche settimana fa abbiamo svolto un’altra campagna di Citizen Science denominata beach litter: sulla spiaggia di Capratica nella vicina Fondi sono stati catalogati e raccolti 471 rifiuti per 100 metri, di cui il 92% plastica – ha concluso Paola Marcoccia – Il legame tra i dati emersi dalle due iniziative è evidente. Dobbiamo fare ancora molto per evitare che tutti questi rifiuti arrivino in mare e sulle spiagge: bisogna lavorare sull’economia circolare, su nuove leggi che riducano a monte questo problema ma anche sul cambiamento dei nostri stili di vita.”

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