mercoledì 22 Maggio 2024
spot_img

Sperlonga, scuola a rischio crollo: i nomi degli indagati e le intercettazioni

“Gli imprenditori non si fanno scrupolo di eseguire i lavori con risparmio di spesa anche se questo risparmio piò determinare pericolo per l’incolumità pubblica, per gli alunni e personale di scuole”. Questo scrive il giudice per le indagini preliminari Giuseppe Cario nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti dei due imprenditori di Formia che hanno realizzato l’ala della scuola a Sperlonga.

Proprio per l’aggiudicazione dei lavori nel polo scolastico Aspri Isidoro Masi avrebbe chiesto denaro da far arrivare tramite bonifico a Cuba. Le sue conversazioni telefoniche sono registrate nell’ambito dell’inchiesta Tiberio: “perché c’ho una cosa da fare lì a Cuba e … mi servirebbero…”, “Dimmi quanto” gli risponderebbe l’imprenditore che alla richiesta di un bonifico direbbe: “vogliamo proprio vedere come ci dobbiamo andare a finire in galera?”.

L’accordo secondo gli investigatori sarebbe stato che la ditta si sarebbe aggiudicata i lavori con costi elevati di personale e manodopera che non avrebbero reso vantaggiosa l’aggiudicazione, e il funzionario avrebbe fatto recuperare con varianti che avrebbero aumentato gli utili alla ditta. Però l’accordo sarebbe saltato perché Masi viene arrestato nel 2017. Così l’imprenditore si preoccupa perché i conti non tornano. “Mamma mia la variante chi la fa il direttore che arriva? Il nuovo direttore dei lavori?”. Poi al figlio assicura: “Esatto, sa la storia, tutta quanta la storia la sa, Iss ha detto non ti preoccupare” riferendosi al nuovo referente.

I lavori sono difformi non solo per le fondamenta e il solaio, ma anche per il materiale isolante che non verrebbe installato sul terreno di rifondazione ma solo nei solai. Questo emerge dalla perizia fatta realizzare dal sostituto procuratore De Luca e troverebbe conferma nelle intercettazioni. Anche i ferri da carpenteria sarebbero stati più corti e in cantiere avrebbero deciso di risolvere con dei giunti. Il fornitore però gli dice: “Glielo devono mettere per iscritto, perché la responsabilità se cade ‘sto solaio non la vuole”.

Inoltre alcuni lavori sarebbero stati effettuati in un orario in cui l’ispettore non sarebbe arrivato. Da una intercettazione Pietro Ruggieri dice “No, non alle dieci e mezza, undici, perché queste le devono mettere in modo un po’ particolare, allora all’una, normalmente l’ispettore non viene, hai capito o no?”.

Tra gli indagati oltre a Pietro e Francesco Ruggieri, finiti in carcere, e Isidoro Masi anche il direttore dei lavori Alfonso Gurreri e Daniele Amato, Carlo e Andrea Di Cori, imprenditori che avrebbero rinunciato a presentare offerte alterando in questo modo la gara.

Silvia Colasanti
Silvia Colasanti
Giornalista pubblicista dal 2009 ha cominciato a scrivere nel 2005. Laureata in Scienze politiche, con un Master in Diritto europeo, ha lavorato per tre anni (tra le altre esperienze) nella redazione de Il Tempo Latina, poi come redattrice al Giornale di Latina. Si occupa essenzialmente di cronaca, in particolare di cronaca giudiziaria

CORRELATI

spot_img
spot_img
spot_img
spot_img