di Diego Niciano- «Bisognava dare l’esempio, avevamo detto a milioni di laziali che sarebbe stato un nuovo inizio. È una piccola rivoluzione, ma le buone pratiche danno frutti: con i risparmi finanzieremo 340 progetti per i Comuni del Lazio». Usa parole entusiastiche Daniele Leodori, il presidente del Consiglio regionale del Lazio, per commentare i profondi tagli che quest’anno sono stati apportati al bilancio della Pisana.

Effettivamente, i risparmi rispetto al passato sono notevoli, anche in ragione della riduzione del numero dei consiglieri, passati da 70 a 50 e degli stipendi dei politici presenti nel parlamentino laziale, come imposto dalla spending review.
In termini assoluti, il bilancio del Consiglio per il 2013, approvato all’unanimità dall’ufficio di presidenza della Regione Lazio, è di 66,199 milioni di euro, ben lontano dai 100 milioni del 2011, quando ebbe inizio la legislatura che vedeva Abruzzese sullo scranno di presidente alla Pisana e Renata Polverini a guidare la Giunta. Ancora ben più alti, rispetto a quest’anno, i numeri del 2012, nonostante le riforme approvate dal Consiglio dopo l’esplosione dell’affaire Fiorito, che avevano permesso di passare da una previsione di 98 milioni ai definitivi 76,5 milioni di euro riportati in bilancio.
I risparmi maggiori vengono proprio dalla riduzione delle risorse per i partiti: ai gruppi sono stati riservati poco più di cinquecentomila euro, una cifra irrisoria se paragonata agli 11 milioni di euro erogati l’anno scorso. Più in generale, si registra una diffusa riduzione delle spese, con il costo mensile del Consiglio che passa a circa 680mila euro rispetto agli 843 mila euro del 2012. Ulteriori risparmi sono stati possibili grazie all’eliminazione degli affitti di alcuni uffici situati in via del Giorgione.
Il nuovo corso della Pisana non ha, però, convinto tutti e i tre sindacati Cgil, Cisl e Uil si dicono “preoccupati: è un bilancio di contenimento dove non cogliamo la visione e la prospettiva”.

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