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Sonnino, chiusa la Sep tariffa rifiuti raddoppiata. Il sindaco chiama in causa la Regione

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Il sindaco di Sonnino, Luciano De Angelis, chiede un intervento definitivo sulle modalità di gestione dei rifiuti. Dopo la crisi nella gestione del settore in provincia, con la chiusura di alcuni impianti e la diffida a ritirare ad altri, il primo cittadino si vede costretto a pagare quasi il doppio per lo stesso servizio. Da 120 euro a tonnellata il costo per lo smaltimento è salito a 200. Aumento che si ripercuoterà sulle tasche dei cittadini.

Per questo ha deciso di scrivere all’assessore Ambiente e Rifiuti della Regione Lazio, Mauro Buschini, al prefetto di Latina Pierluigi Faloni e al presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

“In considerazione dell’indisponibilità da parte di molte piattaforme – si legge nella missiva – per ricevere la frazione organica raccolta nel Comune di Sonnino, considerato che la Sep è stata posta da qualche settimana sotto sequestro per le note vicende dei miasmi e dello spargimento di rifiuti nei terreni limitrofi all’impianto. Considerato che il Comune di Sonnino conferiva verso la Rida di Aprilia fino al decreto della Regione Lazio che ha impedito alla stessa di ricevere le frazioni diverse dal secco indifferenziato. Da quel momento abbiamo iniziato a conferire verso Sep, sul quale ho sempre nutrito qualche dubbio, diventato poi certezza con il sequestro avvenuto nelle ultime settimane”.

Stiamo continuando ad effettuare la raccolta dei rifiuti come sempre  – ha spiegato ancora De Angelis – senza ripercussioni di sorta. Il Comune di Sonnino conferisce, grazie al paziente e costante impegno dei cittadini, circa una tonnellata a settimana, è facile fare i conti quindi”.

In conclusione il sindaco chiede “un intervento importante, urgente e definitivo sulle modalità, il conferimento e le piattaforme sulle quali poter conferire la frazione organica”. “Posso capire – ha aggiunto – che non sarà e non è semplice, non c’è però più tempo di attendere”.

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