venerdì 31 Marzo 2023

Siccità, a Sabaudia e Pontinia scoppia la “guerra dell’acqua”. Agricoltori esasperati

di Simone Tosatti – Alcuni agenti Carabinieri Forestali si sono presentanti nei giorni scorsi presso un’azienda agricola nel comune di Pontina con l’intento di sequestrare il trattore e l’attrezzatura utilizzata dal titolare per il pompaggio dell’acqua dal Canale Linea. Un video postato su facebook ha mostrato il tutto, in particolare le difficoltà che hanno avuto le forze dell’ordine a mantenere la calma nonostante la situazione sembrasse pronta a degenerare da un momento all’altro.

Il caldo e l’assenza di piogge stanno mettendo in crisi anche una delle aree più rigogliose e fertili di tutto l’Agro Pontino, la fascia compresa tra il Fiume Sisto ed il Canale Linea nel comune di Pontinia. “Siamo esasperati, le finestre orarie in cui il Consorzio di Bonifica ci distribuisce l’acqua per irrigare sono insufficienti, la pressione è anche troppo bassa e sia i rigatori sia i rotoloni non riescono a spruzzare acqua come dovrebbero. È una cosa mai vista e se proviamo a pescare l’acqua dai canali arrivano le Forze dell’ordine con una bella multa salata ed un verbale di sequestro dell’attrezzatura agricola. È una guerra vera e propria, la guerra dell’acqua!”, questo lo sfogo del titolare di un’azienda agricola. “Ci viene fornita la possibilità di innaffiare circa 13 ore ogni 3 giorni e secondo qualcuno dovremmo rassegnarci a vedere il mais o i pomodori seccarsi senza fare nulla. Cose da non credere. Ci viene detto che il Sisto ed il Linea sono quasi secchi, perché non si convoglia l’acqua dei fiumi Ufente o Selcella?”.

Siccità che sta colpendo anche chi, non usufruendo dell’acqua proveniente dall’acquedotto, ha bisogno di un pozzo per uso domestico. Diversi residenti nelle campagne di Sabaudia denunciano come nel giro di 6 mesi la falda acquifera si sia abbassata fino a tre metri, altri sono stati costretti a scavare altri pozzi più in profondità. Questo il commento di un residente nel Comune di Sabaudia: “L’attuale situazione è il risultato di una gestione dell’acqua che parte da lontano, almeno da questo inverno. L’acqua piovana dovrebbe essere gestita in maniera differente già nei mesi invernali e primaverili quando le precipitazioni atmosferiche sono abbondanti; sarebbe invece opportuno indagare sui sistemi di riscaldamento delle serre agricole. Il livello della falda acquifera del pozzo di casa ha iniziato ad abbassarsi proprio nei mesi più freddi quando l’acqua, invece di essere utilizzata per irrigare, evidentemente viene pescata dal sottosuolo e gettata sui nylon per evitare che le colture sotto serra ghiaccino. Sono sempre le serre poi ad impedire che l’acqua piovana filtri nel terreno andando convogliandola nei canali che arrivano direttamente al mare. Bisogna ripensare all’intero sistema, tenendo in considerazione gli interessi di tutti e non solo di chi lascia le barche attraccate alle foci, per loro il livello dei corsi d’acqua è sempre quello ottimale”.

* Simone Tosatti è corsista del Workshop in Giornalismo Digitale organizzato da Net in Progress e LatinaQuotidiano.it

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