martedì 28 Giugno 2022

“Siamo nate ausiliarie”. La dignità e la forza delle 11 donne licenziate da Vivenda

“Siamo nate ausiliarie e vogliamo continuare a fare il nostro lavoro, nel rispetto di quanto previsto dal contratto, con la dedizione di sempre e la passione per un lavoro che abbiamo scelto e che amiamo anche tra mille difficoltà”.

Con queste parole le 11 donne che, dalle sera alla mattina, si sono trovate senza lavoro, a causa del licenziamento improvviso deciso dalla Cooperativa Vivenda per cui effettuavano, sino ad un paio di giorni fa il servizio sporzionamento pasti all’ospedale Santa Maria Goretti di Latina, hanno chiuso la nostra intervista.

Sono mamme, alcune sole, nonne, mogli, che hanno sulle proprie spalle l’onere e l’onore di portare avanti una famiglia, non a chiacchiere, ma con la forza e la dignità di un lavoro certo non dei più semplici.

Dalle loro parole non si è percepito un solo momento di rabbia ma tanta, tantissima, delusione per quanto accaduto.

“Dall’azienda per cui abbiamo lavorato per anni, per un servizio che alcune di noi svolgono da tredici, quattordici anni, con un rigore di cui chiunque anche in ospedale è testimone, non ci saremmo mai aspettate un atteggiamento del genere”.

C’è dignità e orgoglio nel loro raccontare segnato solo da alcuni momenti in cui si percepisce il timore per un futuro velato ora da incertezze e da tanti ostacoli, anche economici, da superare.

“Quei tremila euro l’anno in meno per noi non sono spiccioli – spiegano – e pensare che siamo state licenziate perchè abbiamo deciso di attenerci, dopo mesi che eravamo andate incontro alle richieste dell’azienda trasportando su e giù per l’ospedale carrelli che pesano quasi 100 chili ci sembra irreale”.

Nel tempo quelle richieste di andare oltre i propri compiti si sono trasformate in un diritto acquisito.

“Alcune di noi hanno più di 60 anni e quel tipo di “attività aggiuntiva” è insostenibile. Nonostante questo, e nonostante quello che oggi l’azienda sostiene, noi il servizio per cui siamo chiamate lo abbiamo sempre garantito nel massimo rispetto degli orari. E la cosa più assurda è che esiste un accordo sindacale, quello di settembre 2016, che dice chiaramente che il nostro compito è quello di consegnare e ritirare i vassoi, cosa a cui mai una volta ci siamo sottratte”.

Su queste donne, come su tutti gli ausiliari in forza agli ospedali della provincia di latina, pesa una gara d’appalto al ribasso, decisa dalla regione Lazio, avallata dalla Asl di Latina che ha portato a riduzione di ore a fronte di stipendi che si aggirano intorno a poche centinaia di euro.

“Quando la routine è diventata un obbligo la situazione è diventata inaccettabile. Ma non abbiamo deciso di non trasportare i carrelli all’improvviso. Abbiamo comunicato la scelta di attenerci al contratto inviando una pec all’azienda a cui non è stato ottenuto alcun riscontro. Al massimo qualcuno ci ha detto che se non ci andava bene ci dovevamo rivolgere al sindacato”.

L’azienda sulla vicenda ha sottolineato che ha tentato di organizzare un incontro ma che non si sarebbe tenuto.

“Non è così il primo febbraio, e c’è un verbale che lo testimonia, abbiamo incontrato i vertici dell’azienda. Dopo il nulla. Fino al 13 febbraio quando con una telefonata ci hanno detto che il giorno seguente potevamo anche non andare a lavoro. Quando ci siamo presentate i cartellini erano spariti”.

Cosa resta oggi?

“Tante domande a cui speriamo di avere una risposta, tanta amarezza e preoccupazione e il timore di conseguenze con l’altra azienda per cui prestiamo servizio”.

Ora resta da capire chi sostituirà le undici ausiliarie licenziate considerato che, come sottolineato dal sindacato, con i ricorsi che stanno partendo non sarà possibile effettuare nuove assunzioni.

Intanto, per aggiungere il danno alla beffa, alcune di loro sono state licenziate ma non hanno ancora ricevuto alcuna comunicazione ufficiale, altre stanno ricevendo oggi le lettere di richiamo.

In mezzo e su tutto restano undici dnne, undici lavoratrici, undici ausiliarie a cui neanche l’umiliazione subita ha tolto la dignità, la forza e la determinazione ad andare in fondo a questa vicenda.

Alessia Tomasini
Nata a Latina è laureata in Scienze politiche e marketing internazionale. Ha collaborato con Il Tempo e L'Opinione ed è stata caporedattore de Il territorio e tele Etere per la politica e l'economia. L'esperienza nell'ambito politico l'ha vista collaborare con pubbliche amministrazioni, non ultima quella con la regione Lazio, come portavoce e ufficio stampa.

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