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Sergio Di Raimo

Il numero dei contagi a Sezze non cede di un passo. In queste ore il numero delle persone, soprattutto anziani, ma anche dei decessi che hanno colpito la comunità, non è arretrato.

Il raffreddamento della curva dei contagi nel Paese lepino, come nel resto della provincia di Latina, era presupposto fondamentale per riaprire le scuole.

Il risultato atteso non si è palesato ragion per cui il sindaco di Sezze, Sergio Di Raimo, ha deciso di non abbassare la guardia cercando  di conciliare la salute dei cittadini con la ripresa delle scuole.

Passaggio che si effettuerà in modo graduale e in base ad una nuova ordinanza in corso di predisposizione proprio in queste ore.

“Ho dato mandato al responsabile del settore scuola di predisporre l’atto di sospensione delle attività didattiche in presenza fino a venerdi 27 novembre 2020 per le sole scuole secondarie di primo grado. Il rientro sarà graduale – spiega il sindaco di Sezze – e da lunedi 23 novembre rientreranno gli asili nido, le scuole di infanzia e le scuole primarie, sia pubbliche che private. Da lunedi 30 novembre rientreranno le scuole secondarie di primo grado”.

Solo ieri, 21 novembre, è arrivata la comunicazione di un altro focolaio di Covid 19 in una casa di riposo per anziani. L’ennesima RSA colpita si trova a Sezze e si tratta della “Villa Marina”.

“Non pochi nostri concittadini hanno già pagato il prezzo più alto: la vita. I casi anche nella nostra provincia sono tanti e ricostruire la mappa del contagio è difficile per questo diventa fondamentale collaborare e aiutare chi è preposto a farlo. È un elemento prioritario per spezzare la catena. Oggi dobbiamo “salvare” la nostra comunità stando uniti e limitando i contatti a quelli strettamente necessari, altrimenti non se ne esce! A proposito di scuola, tema delicato e non facile. Penso sia opportuno pensare e – interviene il presidente del consiglio comunale di Sezze, Enzo Eramo – stabilire dei criteri di riferimento, condivisi con scuole e Asl, per eventuali ed eccezionali chiusure. Altrimenti rischiamo di passare l’anno con un dibattito perenne che logora istituzioni e comunità. È l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno in questo momento”.