Lo spettacolo che racconta i 55 giorni che cambiarono l’Italia
Sabato 8 febbraio alle ore 21 e domenica 9 febbraio alle ore 18, il Teatro San Michele Arcangelo di Sezze sarà il palcoscenico di “55 GIORNI”, una produzione dell’associazione culturale “Le Colonne”. Scritto e diretto da Giancarlo Loffarelli, lo spettacolo rievoca il rapimento e l’uccisione di Aldo Moro, un evento che ha segnato profondamente la storia della Repubblica Italiana.
Un impegno artistico e culturale sul caso Moro
L’associazione culturale “Le Colonne” ha da anni dedicato grande attenzione al caso Moro, con diverse opere di teatro e cinema. Nel 2007 aveva portato in scena “Se ci fosse luce. I misteri del caso Moro”, spettacolo che ha girato l’Italia per oltre dieci anni, concludendo la sua tournée nell’Università di Bari, la stessa in cui Aldo Moro insegnò. Nel 2008, l’associazione realizzò un documentario con testimonianze di esperti, magistrati, collaboratori e familiari della vittima. Nel 2023, il regista Loffarelli ha pubblicato il libro “La spiritualità di Aldo Moro nelle lettere dalla prigionia”.
Ora, con “55 GIORNI”, il racconto teatrale viene aggiornato alla luce delle nuove informazioni emerse negli anni, offrendo al pubblico una prospettiva più completa e profonda.
Un allestimento simbolico tra storia e riflessione
La scenografia dello spettacolo è minimale ma potente, con elementi scenici che ricreano i luoghi simbolo della vicenda:
- Via Fani, luogo dell’agguato alla scorta
- L’appartamento brigatista, dove Moro venne detenuto
- Piazza Barberini, teatro delle decisioni delle BR
- La Renault 4 rossa, tristemente nota per aver trasportato il corpo senza vita dello statista
I colori dominanti sulla scena sono bianco, nero e rosso, scelti per rappresentare rispettivamente:
- Il bianco, simbolo della ricerca della verità
- Il nero, l’oscurità e il mistero che ancora avvolgono la vicenda
- Il rosso, il colore del sangue delle vittime e della bandiera delle Brigate Rosse
Musica e parole per raccontare un dramma nazionale
A dare ulteriore forza emotiva allo spettacolo è la colonna sonora, che alterna:
- Musica classica (Mozart, Verdi, Chopin, Stravinskij, Šhostakovič) per sottolineare la drammaticità dei momenti chiave
- Musica d’autore del 1978 (De Gregori, Vecchioni, Guccini, De André), che colloca la narrazione nel contesto storico e culturale dell’epoca
Con questa nuova opera, Giancarlo Loffarelli e il suo team vogliono offrire uno spettacolo di riflessione e memoria, portando alla luce le domande ancora aperte sulla tragica vicenda di Aldo Moro e sull’Italia degli anni di piombo.





