Sezze e la politica sono come il cioccolato e le nocciole per la Nutella. Sezze è politica, anche respirare è polis, è città. Il pensiero complesso sarà figlio di quella chiesa di gesuiti che sta qualche metro sopra il Comune. Se capite questo capite la bellezza e la crudezza al contempo della politica setina. Giovanni Bernasconi, uno dei riferimenti del Pd setino, chiede un “rimpasto” di giunta, solleva limiti all’azione di Sergio Di Raimo sindaco. Introduce una “turbativa” politica (ricordatevi l’assunto) in una vicenda amministrativa, dice: cambiamo gli uomini, cambiamo squadra. Insomma per lui con l’Aiax una Juve senza la Juve poteva vincere. Ma? Ma il pensiero complesso porta a spostare l’ordine, a riportare tutto all’eterno gioco di guelfi e ghibellini, poi guelfi neri e guelfi bianchi. L’anarchia dove conta ogni singolo detentore di pur piccolo potere, si accentua in questa fare il potere interdittivo dei singoli che blocca la risposta collettiva. E’ stato il problema di Campoli, di tanti sindaci del centrodestra, la palude dell’interdizione che faceva crisi politica anche il mandare un geometra dal Comune a vedere un intervento sulla via di Camposanto vecchio. Su questo il gruppo di consiglieri del Pd, diciamo la sinistra purista di Enzo Eramo, Armando Uscimenti, Marzia di Pastina e Federica Fiorini che da Di Raimo hanno distanze di sensibilità non certo da regionale, ma piuttosto da alta velocità, hanno cercato di bloccare il tentativo di tornare al modello Beirut dando la piena fiducia al sindaco. Volevano e vogliono bloccare il passaggio dall’agire (di cui ritengono il Comune abbia bisogno) alle cerimonie con le medaglie, alle chiacchiere.

Pieno mandato al sindaco: come dire non c’è bisogno di bombardare, ma necessità di costruire.