Di Katiuscia Laneri

La Giunta Comunale di Sezze, con propria deliberazione n. 19/202, ha deciso di mettere in atto la procedura di vendita di una serie di immobili comunali tra i quali l’ex colonia agricola di Sezze Scalo “senza rispettare la natura storica del bene” fa notare il Gruppo Biancoleone in un comunicato.

“Questo gravissimo atto – spiegano in una nota i consigliere di opposizione setini Serafino Di Palma e Paride Martella – è stato adottato in spregio ad ogni forma di partecipazione democratica, perché la pur ampia minoranza non è stata per niente consultata. A questo proposito alla maggioranza Di Raimo consigliamo di andare a leggere il libro del Prof. Onorati che ha fatto la storia dell’ex colonia agricola pontina”.

Si tratta di un bene lasciato in dono al Comune di Sezze, negli anni Venti, dalla nobildonna Miller di Philadelphia alla Croce Rossa Americana. Il contributo servì per acquistare circa 16 ettari di terreno nel campo inferiore per la scuola di agricoltura a favore degli orfani di guerra. La Colonia Agricola Pontina fu fondata a Sezze, importante comune dell’allora provincia di Roma, alla fine del 1918 in conseguenza dell’epidemia di influenza spagnola, essa fu nel contempo un orfanotrofio e un centro di formazione al lavoro agricolo. Riconosciuta ufficialmente nel febbraio del 1919 dal Comitato Provinciale di Roma per gli Orfani di Guerra, il 27 maggio 1920 fu eretta con Regio decreto a Ente Morale.

“La maggioranza Di Raimo ignara di tutto questo ha deciso di vendere per fare cassa e vantarsi del risanamento.Non viene tenuta in nessuna considerazione la grande opera di amore della signora Miller e della Croce Rossa Americana” continua il Gruppo nella nota.

Il gruppo Biancoleone annuncia quindi battaglie per non far vendere questo immobile e chiede il sostegno di tutti gli abitanti di Sezze.

“A questi politici senza scrupoli, cultura e memoria storica che non hanno alcuna idea costruttiva per il proprio Paese, suggeriamo di promuovere in collaborazione di alcune università agrarie, di realizzare su quel sito un campo sperimentale al fine di promuovere, valorizzare e proteggere il carciofo di Sezze nella sua originalità, che rischia di perdersi nel tempo fra le altre varietà, naturali o di laboratorio, coltivate nell’ambito del territorio locale, nazionale ed internazionale”.

La proposta del Gruppo Biancoleone è quella di realizzare un progetto in collaborazione con le Università di Agraria per il recupero del carciofo di Sezze, attraverso un campo sperimentale sui 16 ettari di terreno dell’ex Colonia Agricola Pontina, con la collaborazione di specialisti in classificazione botanica, esperti e tecnici agronomi.

“Tale progetto deve tendere, nel futuro, a depositare e catalogare presso la Regione Lazio il carciofo originale di Sezze preservandolo, pur con l’eventuale utilizzo di tecniche colturali moderne, ecologico e biologico e raggiungendo la certificazione di prodotto tipico, con possibilità di creare una nuova fonte di reddito e di occupazione per la comunità di Sezze”.

Il gruppo fa dunque appello ai cittadini di Sezze per evitare lo scempio della vendita della ex Colonia Agricola Pontina di Sezze Scalo e per tutelare gli interessi della comunità locale in materia di agricoltura e storico culturale.