mercoledì 18 Maggio 2022

Settimana santa, i dubbi di Pilato e il popolo che uccide

La settimana santa, capisci dalla specificazione che non è tempo uguale. I cristiani segnano uno spazio di sette giorni per ricordare il filo della loro essenza. Non vado in Chiesa, ma sono stato educato, cresciuto, con certosina e puntuale religiosità. Il segno dei giorni che vanno dalle feste dell’entrata in Gerusalemme, popolo che trionfante capisce il miracolo, al venerdì santo in cui il Dio viene umanamente ucciso, nel mezzo l’insegnamento ai popoli futuri di quanto il popolo sia bestemmia, arroganza, e negazione di umano-Dio. Gesù o Barabba, l’uomo di domani, il Dio di sempre e dall’altro l’empio, l’assassino. Il popolo della piazza, fisica o virtuale fate voi, sceglie l’empio. Il romano, Pilato, non capisce non capisce la “bestemmia” lui che onora Cesare e po tutti gli dei gli sono indifferenti. Perchè la bestemmia di Gesu’ è per il popolo più grave del negare la vita ad altri di Barabba? Non capisce Pilato, in cuor suo voleva salvare il nazareno davanti all’ovvio dell’omicida. Nulla, la folla era impazzita, era arrogante, era delirante. Canaglia fomentata da preti che di verbo avevano esclusiva. I tempi non mutano mai.

Barabba ride il Dio accetta di soffrire, Pilato non capisce pensa alla follia di questo posto dove non vorrebbe stare. Per passo, per passo dopo il racconto puntuale per la mia educazione, conoscere, capire, pensare. Rigore pio di nonna, rigore di conoscenza di zia, rigore di ragione di mio padre, di mio nonno e della maledizione compresa dagli ultimi. Barabba non era il colpevole, Pilato non era il condannate, era il popolo ebro di non sapere ad uccidere, Nonna mi spiegava il Dio che soffre e che si fa uomo, zia la testimonianza che per la Verità si muta il mondo, e i miei vecchi butteri che la bestemmia non è offendere Dio e non vederlo quando c’è. Dio è l’uomo che non ti aspetti, è più nel razionale romano dubbio che nella solidità del credo assassino della piazza.

Barabba è libero, Gesu’ andrà a morire ma? Risorgerà, come dall’uomo nasce il bambino, come da madre figlio. Il bene vince in questa Storia, che è la Storia, ma è quella terribile scelta che resta dentro gli uomini quando si fanno massa. La scelta che porta sempre ai tiranni, che affascina le mostruosità, e non vede l’eccezione, l’unico nel volto sofferente del nazareno.

Ora vado, nonna mi ha spiegato che dopo aver guardato e capito fuori devi sentirti dentro e rileggere per leggere.

Tempo di pensiero. Poi risorgeremo.

Lidano Grassucci
Direttore di LatinaQuotidiano fino ad Aprile 2018. Giornalista professionista, laureato in scienze politiche, è stato direttore de Il Territorio, Tele Etere, Economia Pontina, caposervizio presso Latina Oggi e autore di numerose pubblicazioni.

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