Il Consiglio di Stato, sezione terza, con sentenza del 28 ottobre 2020, ha accolto l’appello proposta dagli avvocati Chiara De Simone e Corrado De Simone, nell’interesse dell’impresa Animal Service che gestiva il servizio di accalappiamento cani, proto soccorso veterinario e rimozione spoglie animali dalle strade.

La sentenza si inserisce nel contenzioso sul bando di gara ne quale patrocinava in primo grado anche l‘avvocato Massimiliano Bruno, nell’ambito del quale lo stesso Consiglio di Stato con sentenza del 15 novembre 2019 annullava la gara del 2018 ritenendo troppo basso il prezzo base.

“Nonostante l’annullamento della gara la Asl di Latina – spiegano – riteneva di contnuare a far gestire il servizio sino a maggio 2020 a Dog’s Town risultata aggiudicataria. Ragione per cui la Animal service chiedeva il risarcimento del danno osservando che a seguito dell’annullamento della gara la Asl avrebbe dovuto tornare sui suoi passi ed affidare il servizio al gestore uscente che si era resa disponibile a riprenderlo co comunicazione dormale de 18 novembre 2019″.

Con la sentenza odierna il Consiglio di Stato ha liquidato in favore di Animal service il risarcimento del danno.

“Secondo quanto motivato – continuano gli avvocati – spetta ora alla Asl di Latina la formulazione della proposta risarcitoria che dovrà pervenire entro novanta giorni e dovrà coprire il periodo che cìva dal primo ottobre 2019 al 17 maggio 2020 oltre ai relativi interessi”.

La Asl è stata anche condannata nelle spese di lite del primo grado e dell’appello.

“Si tratta – concludono gli avvocati – dell’ennesimo segnale importante nella vicenda. Il Consiglio di Stato ha infatti definitivamente chiarito che, a seguito dell’annullamento gara del 2018 e della disponibilità manifestata dalla Animal Serbice a riprendere il servizio, non era consentito alla Asl di continuare a mantenere la gestione in capo alla Dog’s Town risultata aggiudicataria della gara annullata. Nelle more della proposta drisarcitoria della Asl è dunque assoltutamente auspicabile che torni ad occuoarsi del servizio provvedendo quanto prima alla pubblicazione di un nuovo bando che, nel rispetto di quanto deciso dal Consiglio di Stato già un anno fa, fissi finalmente un prezzo base idonei a garantire efficiena e qualtà del  servizio a tutela degli animali e dei lavoratori”.