Saranno interessanti le elezioni di Sermoneta perché? Si tratta di un singolare caso in cui la classe dirigente, un poco si fa per dire, non si è accorta del mutamento civile della comunità. Oggi Sermoneta conta 11.000 residenti, erano 7.000 solo una manciata di anni fa e non sono figli di sermonetani i nuovi, ma nuovi sermonetani. Gente che viene da Roma, dalla Campania una classe media, di cultura medio alta che stravolge la sociologia della comunità. Il tutto a fronte di una offerta politica che tende a ripetersi: Torelli, Scarsella, Antonio Aprile, la Giovannoli, e Antonicola non sono proprio nuovi e anche perlana stenta a presentarli tali.

Ma non entro in questo merito, in gioco sono loro e loro giocano, ma entro nel merito di una cultura politica che non analizza, non valuta, non sente. Tra 5 anni probabilmente a Sermoneta si voterà come a Sabaudia, a Latina, a Sezze, a Cisterna con il doppio turno ma la cultura politica resta quella di strapaese. Con il centro commerciale è arrivata la prima libreria del paese, non è una cosa neutra è una rivoluzione epocale. Fino ad ora qui contava il signore e la relativa moneta, “sermoneta”, ora tocca al saggio, alla conoscenza che è diversa dalla riconoscenza.

Se chi fa politica “conta” le famiglie e non ascolta le “teste” questa campagna elettorale, chiunque vinca, sarà solo inutile. La politica nominalistica, l’idea di occupare il comune e non di preoccuparsi del comune, che è il filo della politica sermonetana, sarà come il mulo… sterile. I  Pied-Noir faranno la differenza ora come elettori sul meno peggio, ma prenotano la guida per il meglio della città. Una libreria fa la differenza. Magari frequentarla non farebbe male a nessuno, per leggere naturalmente.