Non c’è solo la dinamica dello schianto tra l’utilitaria e il camion. Dopo la tragedia che ha strappato la vita a Chiara Tenore, che avrebbe compiuto 23 anni a maggio, l’attenzione si concentra anche sul contesto in cui è maturato l’incidente, avvenuto nella zona industriale di Sermoneta, al confine con Latina Scalo.
L’indagine della Procura
A interrogarsi su eventuali responsabilità e criticità sono i familiari della giovane, i conoscenti e anche i carabinieri, impegnati negli accertamenti delegati dalla Procura nell’ambito dell’inchiesta per omicidio stradale aperta nei confronti dell’autotrasportatore, un 41enne di Priverno, attualmente indagato in stato di libertà.
Nel frattempo restano gravi le condizioni del cognato della vittima, 39 anni, trasportato in elicottero all’ospedale San Camillo di Roma dopo l’impatto. Il sostituto procuratore di turno ha inoltre disposto l’esame medico legale sul corpo di Chiara Tenore.
Il primo elemento: la velocità del mezzo pesante
Tra gli aspetti che emergono dall’analisi del luogo dell’incidente, uno dei più rilevanti riguarda la possibile velocità del camion. La lunga frenata rimasta sull’asfalto, infatti, lascerebbe pensare che il mezzo pesante non procedesse a un’andatura moderata.
Il tratto di via della Tecnica, conosciuto come asse attrezzato e considerato l’arteria principale della zona industriale, dopo i lavori di ripristino del manto potrebbe favorire una guida più veloce. Tuttavia la segnaletica verticale non sarebbe stata ancora aggiornata e imporrebbe limiti molto bassi.
I limiti presenti sul tratto interessato
Come riportato dai colleghi di Latina Oggi, chi percorre la strada da Latina Scalo verso via Roio, come nel caso del camion coinvolto nello scontro, incontra prima il limite dei 40 chilometri orari. Entrando poi nel territorio comunale di Sermoneta, il limite si abbassa addirittura a 30 chilometri orari, misura introdotta quando l’asfalto era ancora segnato dalle buche, prima dei recenti interventi.
Secondo quanto si rileva sul posto, la forza dell’impatto e la frenata non sembrerebbero compatibili con il rispetto di quel limite.
Un incrocio con più possibili concause
Nel quadro che emerge, il camion avrebbe dovuto procedere a 30 chilometri orari e dare la precedenza al veicolo proveniente da via Fontana Murata, pur senza alcun segnale che indicasse chiaramente la presenza dell’incrocio. È in questo contesto che gli accertamenti stanno cercando di chiarire quanto abbiano inciso le condizioni della strada, la segnaletica, la velocità e il comportamento dei conducenti.
Il possibile ruolo della luce
Tra gli elementi che potrebbero aver avuto un peso non secondario viene indicata anche la luce del sole. L’incidente si è verificato al tramonto e la visuale della giovane al volante della Toyota Aygo potrebbe essere stata disturbata dai raggi, particolarmente bassi a quell’ora.





