Ernest Simoni
L'abbazia di Valvisciolo a Sermoneta

In questa tornata elettorale il voto più interessante è quello di Sermoneta per via della “protocittà” che è, da paese che era. E’ una campagna elettorale dove un gigante si vuol vestire con gli abito di un nano convincendosi che sono anche belli, oltre che giusti. Sermoneta è l’unico comune dei lepini che cresce demograficamente, l’unico che sta capitalizzando la posizione a ridosso della infrastruttura con maggiori potenzialità nella nostra area, la ferrovia. La nascita di un centro commerciale le ha dato un ruolo di servizi che aveva storicamente con il mercato del bestiame, servizi che “servono” l’entroterra lepino ma anche il vuoto della “Latina prossima“, quello scalo che è stato congelato da una miopia strategica di Latina capitale che grida vendetta. Sermoneta deve candidarsi ad essere capofila di un’area che coinvolge immediatamente, Norma e Bassiano, con ruolo di ponte con Cisterna e Sezze per creare una zona metropolitana per una inedita città “plurale”. I lepini se non dialogano con la piana sono destinati alla marginalità, la pianura se non apre alle sue montagne è destinata alla tristezza delle non radici e quindi ad essere mangiata da Roma. Latina si salva se scopre i lepini, i Lepini saranno ancora capaci di originalità se “serviranno” la pianura. Sermoneta è cerniera: il suo centro storico, quello di Bassiano e Norma, sono il naturale centro storico di Latina, Ninfa-Sermoneta-Bassiano sono la bellezza di Latina piena di ragione ma esclusa dalle passioni, e Latina è opportunità per tutti e quindi capitale. Sermoneta è sfida a se stessa ma anche ancora per Latina capitale. Dopo due lustri di finestrismo-cappellettiano che rivendicava il “ritorno a Littoria” senza ritorno c’è spazio per “Latina capitale”. Di questo si dovrebbe parlare nella campagna elettorale di Sermoneta che è città di classi medie (militari, dipendenti pubblici, tecnici specializzati. Altamente scolarizzati, competitivi e spesso impegnati in settori innovativi con un grande senso comunitario mutuato dalle tradizioni romane e campane), città di nuove classi dirigenti. Latina con l’area di Sermoneta, Sezze e Cisterna, Pontinia e Sabaudia dall’altro potrebbe essere un polo urbano attrattivo, altrimenti? Una mediocre periferia romana. Latina con 120 mila abitanti, con Cisterna 40.000, Sezze 25 mila, Sabaudia Pontinia con altrettanto, e Sermoneta-Norma-Bassiano della medesima dimensione sarebbe attrattiva con Aprilia e Terracina, capace di creare una dialettica non succube con Roma.

In campo a Sermoneta c’è questo, i partiti politici a questo servono, ma non credo che questo faranno. Buon voto al gigante che si vuol vestire con gli abiti da nano e gli paiono anche belli. Serve una visione di futuro non lo strapaese, meglio, servirebbe.