Via Ponte Sordino a Sermoneta

Via Ponte Sordino, nella piana di Sermoneta, strada stretta di vicinato. Una strada some tante se non fosse per la scelta del sindaco, Claudio Damiano , di sperimentate lì la viabilità lentissima, quasi ferma, diciamo contemplativa.

Il divieto iniziale del tratto è di 30 km l’ora e già la cosa è da campioni (provate a viaggiare a questa velocità), ma è possibile, dopo 5 metri il cartello annuncia la velocità massima raggiungibile nel tratto (che, non essendoci altri cartelli, vale per tutta la strada), è di 10 chilometri orari. Il cartello spiega che ci sono lì lavori in corso che nessuno a memoria storica ricorda e che nessuno vede. Ma evidentemente il sindaco di Sermoneta ha inaugurato la cantieristica ipotetica, onirica, immaginifica. Sicuramente cantieristica non condivisa, invisibile.

Sfido il sindaco di Sermoneta a rispettare il suo limite, anche con il cavallo (che lui usa), naturalmente mi piacerebbe sapere di che cantiere si narra e per far cosa.

Se la strada è così pericolosa (è uguale da 30 anni) la si interdica al traffico, il limite non solo è ipocrita, inutile, ma essendo impossibile da rispettare rende ridicola l’intera segnaletica perché poco credibile, o meglio incredibile.

A meno che al Comune di Sermoneta non erano d’avanzo i cartelli con il limite orario da dieci e per non tenerli in magazzino li si è portati a prendere aria in via Ponte Sordino.

Claudio Damiano sogna una Sermoneta immobile, se fosse in vita Italo Calvino la metterebbe tra le città invisibili con il nome di Sermolenta.