lunedì 5 Dicembre 2022

Sequestro di beni per Carmelo Giovanni Tripodo per 2,8 milioni di euro

La Guardia di Finanza di Roma sta eseguendo questa mattina, 3 gennaio 2019, un decreto di confisca, emesso dal Tribunale di Latina, di immobili, autoveicoli e quote societarie, per un valore complessivo di circa 2,8 milioni di euro, a carico di Carmelo Giovanni Tripodo. L’uomo, secondo gli investigatori, sarebbe a capo dell’omonima ‘ndrina operante nel basso Lazio.

Il provvedimento di confisca – che fa seguito al sequestro operato nel mese di marzo 2017 – riguarda il patrimonio aziendale e i beni di 3 società, operanti nei settori delle pulizie e del trasporto merci per conto terzi; 15 immobili residenziali e commerciali nonché 9 terreni situati a Fondi e 13 automezzi.

Nato del 1958, di origini calabresi, ma da tempo nel Lazio, Tripodo sarebbe a capo di un gruppo criminale di stampo mafioso che, come accertato dalle indagini coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Roma, ha gestito e controllato illecitamente attività economiche e commerciali, condizionando il rilascio di concessioni, autorizzazioni, appalti e servizi pubblici.

Gli approfondimenti patrimoniali svolti dai finanzieri del Nucleo di polizia economico finanziaria hanno consentito di documentare la palese sperequazione tra gli esigui redditi dichiarati da Tripodo e dai membri del suo nucleo familiare, e il patrimonio, costituito da società e immobili – in parte intestati a prestanome compiacenti – accumulato nel tempo grazie al reimpiego dei profitti derivanti dalle attività illecite.

La presenza della ‘ndrangheta’ in provincia di Latina è stata certificata dalla sentenza Damasco 2 che – passata in giudicato – ha statuito l’operatività proprio del clan Tripodo a Fondi evidenziando i condizionamenti di “pezzi” della pubblica amministrazione e del Mercato ortofrutticolo di Fondi.

L’associazione mafiosa era impegnata sul fronte delle estorsioni, dell’usura, del traffico di droga, delle armi, e aveva condizionato il Comune e il Mercato ortofrutticolo, imponendosi negli appalti e nei servizi pubblici nel settore delle pulizie, dei trasporti, dei defunti, e del commercio di frutta e verdura. Definitive diventarono nel 2014 le condanne per mafia per i fratelli Antonino Venanzio e appunto Carmelo Giovanni Tripodo.

Silvia Colasanti
Giornalista pubblicista dal 2009 ha cominciato a scrivere nel 2005. Laureata in Scienze politiche, con un Master in Diritto europeo, ha lavorato per tre anni (tra le altre esperienze) nella redazione de Il Tempo Latina, poi come redattrice al Giornale di Latina. Si occupa essenzialmente di cronaca, in particolare di cronaca giudiziaria

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