sentenza notificata in ritardo
L'avvocato Pasquale Cardillo Cupo

La macchina della giustizia non funziona per storture del sistema e per carenza di mezzi. Urge una riforma seria e strutturata”.

E’ l’appello lanciato dall’avvocato Pasquale Cardillo Cupo, a seguito della notifica di una sentenza a 13 anni dalla formulazione da parte del giudice monocratico del tribunale di Latina, Maria Matilde Campoli.

I fatti, testati nel 1998, videro come protagonista un cittadino responsabile del reato di ricettazione di alcuni assegni bancari.

“Erroneamente raccontiamo agli italiani una favola – ha sottolineato il presidente dell’associazione Cesare Beccaria e consigliere provinciale di Fratelli d’Italia – Si attribuisce la colpa ai legali perché si ammalano o perchè fanno rinviare le udienze, essendo impegnati in altri processi. Però quando questo accade, nessuno sa, che la prescrizione viene sospesa, anche nel caso in cui l’imputato non si presenti. Il problema andrebbe ricercato nella mancanza di personale di cancelleria. La nuova normativa attuata dal Ministero, infatti, non porterebbe vantaggi e chi ha commesso una qualsiasi azione illegale rimarrebbe macchiato a vita”.

Un tunnel infinito, quindi, che non rispetta le regole del diritto e della democrazia.

Non può esserci abolizione perenne della prescrizione – ha continuato Cardillo Cupo – dato che rappresenta un istituto inventato dai Romani più di 2000 anni fa che ha il dovere di garantire giustizia alle persone. E’ una pura follia”.

Necessario appare, peraltro, un intervento degli organi competenti sul territorio della provincia che vive una situazione imbarazzante, per via di procedure arcaiche.

“Abbiamo un comprensorio – ha ribadito l’avvocato – a stretto contatto, spesso, con infiltrazioni criminali e con un tribunale al collasso. L’apparato andrebbe rivoluzionato e snellito in ogni aspetto e settore. Ne risente la nostra professione, costretta a svolgere il compito di ‘parafulmine’ o ammortizzatore. Con l’aumento dei reati e dei fenomeni sociali lo Stato non si è occupato dello sviluppo amministrativo in termini di assunzioni e di formazione. Si tende esclusivamente a risparmiare durante le consultazioni per i bilanci finanziari. Così operando, si arrecano danni alla collettività, sia a coloro che reclamano tutela e risarcimento dei danni, sia ai proprietari di un’azienda che intendono investire nel nostro Paese. Ci lasciamo troppo trasportare dalla moda del momento. Non è la quotidianità a dettare le leggi, ma le leggi a regolare il vivere di ciascuno”.