mercoledì 22 Maggio 2024
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Sei più “mela” o “pera”? A ogni conformazione fisica il suo allenamento

di Aramis Purificato – Nel precedente articolo sul “gentil sesso” avevo accennato già alla differenziazione dell’allenamento per tipologie e in base alle condizioni fisiologiche dell’uomo e della donna. A tal riguardo il maschio e la femmina si distinguono per una diversa distribuzione della massa adiposa e le forme corporee sono legate al rapporto tra ormoni sessuali maschili (androgeni) e femminili (estrogeni).

Nel 1950 Jean Vague introdusse la distinzione tra obesità androide ed obesità ginoide, osservando che alla prima (detta, viscerale o “a mela“), tipicamente maschile, si associa una maggiore distribuzione di tessuto adiposo nella regione addominale, toracica, dorsale e cerviconucale ed è frequentemente associata a diabete di tipo 2 e a patologie cardiovascolari, quindi è la più pericolosa.

L’ obesità ginoide (detta anche periferica o “a pera”), tipicamente femminile, dovuta al maggior apporto di estrogeni, si caratterizza invece per una distribuzione della massa adiposa nella metà inferiore dell’addome, nelle regioni glutee ed in quelle femorali ed è presente soprattutto nel compartimento sottocutaneo. In ambito medico però questa classificazione non è così rigida e infatti ci può essere obesità ginoide e androide in entrambi i sessi.

Per valutare questo tipo di obesità si deve calcolare la circonferenza della vita che nell’uomo non deve superare i 101 cm e nella donna gli 88 cm. Oppure per fare una misura più accurata e distintiva di obesità androide e ginoide si può calcolare un rapporto tra la misura della circonferenza presa a livello ombelicale e quella a livello dei fianchi e tale valore deve essere inferiore a 0.95 per l’uomo e 0.8 per le donne. Bisogna comunque acquisire più informazioni possibili sullo stato di salute del soggetto attraverso altre indagini e strumenti come la Bia, la plicometria o termografia a contatto.

Ovviamente per ogni biotipologia è possibile tracciare delle linee guida ed una corretta personalizzazione del programma di allenamento.

Il soggetto Ginoide ha ad esempio un’alta predisposizione all’ipertrofia degli arti inferiori e problematiche legate alla microcircolazione che possono portare alla scarsa eliminazione dei liquidi e dei prodotti di scarto del metabolismo. In questo caso l’allenamento deve prevedere un lavoro aerobico o a circuito sugli arti inferiori, una tonificazione dei distretti superiori e dei lavori sulla propriocettività del piede per la stimolazione della “pompa” plantare e agevolazione del ritorno venoso, mentre sono sconsigliati nella fase iniziale esercizi base su arti inferiori come squat e affondi che potrebbero aggravare il ristagno dei liquidi.

Nel soggetto Androide invece si ha una scarsa ipertrofia degli arti inferiori e un accumulo dell’adipe nell’intera fascia addominale e quindi la tipologia di lavoro deve incentrarsi più su un lavoro a circuito sul tronco, un allenamento per ipertrofia degli arti inferiori ed esercizi base come squat e affondi.

In definitiva l’attività fisica, insieme ovviamente ad una corretta alimentazione, si è dimostrata un importante strategia per favorire la ridistribuzione del grasso corporeo localizzato nella regione addominale come nei soggetti androide, mentre nei soggetti ginoidi il grasso sottocutaneo è più di difficile eliminazione.

In sostanza, quindi, tutti possiamo migliorare da un punto di vista estetico, ma purtroppo dobbiamo considerare molti aspetti fisiologici per arrivare al nostro obiettivo.

Ovviamente un allenamento specifico può produrre un risultato migliore per ogni biotipologia. Quindi prima di affrontare un percorso di dimagrimento o un allenamento per migliorare ad esempio le cosce o glutei di una donna, bisognerebbe affidarsi meno a diete o allenamenti casuali, ma più a persone professioniste del settore per non aggravare o rendere inutile qualsiasi tipo di sacrificio.

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