lunedì 5 Dicembre 2022

Scuola politica della Lega: atto II, viaggio nella Costituzione

di Laura Barbuscia* – Si è svolto ieri pomeriggio il secondo incontro della Scuola di formazione politica della Lega, al Circolo Combattenti, in piazza San Marco, a Latina. Tema di discussione: la Costituzione. I relatori: Matteo Adinolfi (coordinatore provinciale Lega), Cesare Bruni, Lucio Falconi e Lidano Grassucci. Un dibattito aperto a tutti e ricco di spunti di riflessione su un tema  tanto complesso, quanto delicato. Si è parlato di lirica e della “Patria sì bella e perduta” di Giuseppe Verdi. Di chi ha scritto la Costituzione italiana, che era figlio di un’Italia distrutta dalla guerra e bramante di orgoglio e amor di Patria. Perché chi ha scritto la Costituzione erano uomini come Saragat, Einaudi, Nenni, Croce, Moro, Togliatti, Dossetti, Calamandrei, Lombardi e Pertini. Che erano socialisti, liberali, cattolici e comunisti. Seppur divisi per appartenenza politica e ideologica, erano uniti da una parola: Italia. Una parola dal suono dolce, che è la stessa con la quale principia la nostra Costituzione. “Quando scrivi Italia, scrivi Giuseppe Verdi”, dice Lidano Grassucci. “Quando scrivi Repubblica, scrivi Goffredo Mameli”, che voleva affermare il principio: “Sovrano è il popolo”. “Scrivi Giuseppe Mazzini”, che fece la Giovane Italia. “L’italia è una Repubblica […]”, si legge nell’art. 1 della nostra Costituzione. Ma è nell’art. 3, secondo Falconi, che risiede il “cuore” della Costituzione stessa: il principio di uguaglianza formale e sostanziale, a cui fa capo il principio della ragionevolezza. “Bisogna riservare trattamenti uguali in situazioni uguali. E trattamenti diversificati in situazioni diverse”.

La Costituzione Repubblicana è anima e vita. Nella Costituzione ci sono le anime delle persone che sono il perno della Costituzione stessa. “Lunga, rigida e sovrana”, diversa dalla Statuto Albertino concesso dal Re, come sottolinea Cesare Bruni, che ha ricordato anche la costituzione del Carnaro. La nostra Costituzione è “Animata dalla cultura e dalla passione”, dice Lidano Grassucci. “La politica non è nulla senza la passione”, che accende gli animi e li infervorisce, […], “non è nulla senza la cultura”, che li alimenta e li indirizza. “La cultura è libertà”, ricorda Matteo  Adinolfi. E “La libertà è uguaglianza”, continua Lucio Falconi. “Se non c’è uguaglianza, non c’è libertà”. Perché “non c’è libertà, se non c’è uguaglianza”. “La libertà è partecipazione”, cantava Giorgio Gaber. Ieri, c’era partecipazione. Ieri, c’erano uomini liberi.

* Laura Barbuscia è corsista della seconda edizione del Workshop di Giornalismo Digitale organizzato da Net in Progress e LatinaQuotidiano.it

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