scuole Sabaudia

“Che per lo Stato i docenti siano considerati una categoria in coda è ormai assodato. Pagati male, nessun indennizzo biologico per il rischio Covid e privati addirittura dei dispositivi di protezione individuale. “Privati” è il termine adatto in quanto l’unico strumento che viene loro fornito è la mascherina chirurgica che sappiano non essere classificata come dispositvo di protezione. Ed è curioso che un governo che imponga la didattica a distanza per taluni gradi di istruzione, sostenendo e confermando dunque l’alto rischio di contagio all’interno della comunità scuola, non abbia premura di tutelare adeguatamente quei docenti e quegli alunni che continuano a recarsi nella stessa”.

Questa la durissima denuncia di Cinzia Romano, in qualità di responsabile dipartimento scuola Lega a Latina.

Dal 24 settembre al 10 ottobre, un periodo nel quale la circolazione del virus era fortemente inferiore a quella attuale, l’incidenza dell’infenzione tra i docenti era del 300% superiore al resto della popolazione.

“Un governo che elargisce bonus per le cose più inutili e taglia fondi per i dispositivi di protezione riabilitando addirittura la mascherina di stoffa considerata dall’OMS,a settembte scorso, inadatta a proteggere nei luoghi chiusi. Così come è inadatta la mascherina chirurgica. E sappiamo bene della presenza di docenti e alunni con un sistema immunitario deficitario perché affetti da varie patologie ai quali andrebbe garantito con maggiore attenzione il diritto alla salute. Non a caso esistono leggi sulla sicurezza nel luogo di lavoro che impongono tutela nei confronti del lavoratore”.

Eppure né a docenti né ad alunni vengono consegnati i dispositivi nonostante da diverse settimane si legga di classi sottoposte a quarantena, una quarantena che si ripete spesso più volte in una stessa classe.

“Il silenzio dei sindacati in merito, pagati per garantire i diritti dei lavoratori è vergognoso. Questa condizione non solo rappresenta un rischio per la salute di chi è a scuola ma lede anche la dignità di una categoria deputata alla formazione di tutti gli individui che costituiscono la collettività e rappresentano la società futura. E ci si domanda ancora come un governo locale non trovi i mezzi economici per sopperire a tali gravi mancanze o chieda al governo centrale di corrispondere ad un preciso dovere che è quello di salvaguardare la vita di chi ogni giorno scende in campo di battaglia. Ma questo è il Paese delle forti contraddizioni, il Paese di Pulcinella. Un Paese che grida al pericolo e lo combatte con le scarpe di cartone”.