Scelta difficile quella che è stata rimessa nelle mani dei sindaci della provincia di Latina.

La regione Lazio ha optato la strada più semplice sotto molti aspetti, quella di indossare la maschera di Ponzio Pilato e di lasciare il cerino acceso ai sindaci.

Lo ha fatto trincerandosi dietro un semplice “noi stiamo facendo del nostro meglio, intendiamo aprire il 14 settembre” ma se i sindaci riterranno di non essere pronti potranno esercitare i loro poteri senza incontrare ostacoli dalla Regione.

Poche parole che dimostrano come i sindaci, i presidi docenti e i genitori siano di fatto stati abbandonati da chi avrebbe dovuto prima della “gentile concessione”, inutile tra l’altro considerato che tale possibilità rientra già tra quelle in pectore ai sindaci, assicurarsi di aver fatto di tutto e al meglio per aprire le scuole nella massima sicurezza a tutela dei bambini e dei ragazzi.

I sindaci hanno consapevolezza del fatto che con le risorse a disposizione fare tutto al meglio era ed è impossibile.

Si gioca sul filo del fare il meglio che si può, confidando in un pizzico di fortuna, nella responsabilità personale e dei singoli, e ovviamente nel fatto che a fronte di una convivenza non evitabile con il virus a fare la differenza saranno la tempestività degli interventi e il reperimento dei contatti da parte della Asl.

Il nodo però è anche politico soprattutto quando, come sta accadendo, la schiera dei sindaci che stanno posticipando la apertura anche a seguito dell’impennata di contagi sul territorio, sta aumentando in modo esponenziale.

Perchè chi deciderà di tirare dritto e di rispettare il settembre quale data di apertura, qualora si verificasse, come accaduto già in alcune scuole private romane, qualche caso di contagio, sarà messo alla gogna.

Passaggio non irrilevante per chi governa una comunità e magari dovrà presentarsi alle prossime, o imminenti, elezioni.

Passaggio che peserà anche in termini di consensi e di opportunità di una scelta che dovrebbe essere effettuata sul buonsenso e a tutela dei ragazzi e di tutte le comunità pontine che non possono permettersi nuovi focolai e contagi.

Il calcolo politico quando si parla di salute e sicurezza non dovrebbe essere contemplato, ma senza nascondersi dietro ad un dito è impossibile non ammettere che, realisticamente, esiste ed è, legittimamente, reale.

Le scuole devono riaprire è giusto. Ma lo sarebbe stato anche e di più farle aprire con qualche presidio di sicurezza in più.

Il tempo stringe si vedrà in queste ore chi deciderà di rischiare tutto o chi preferirà giocarsi la carta della autotutela prudenziale.