scrutatori

Sulla vicenda degli scrutatori nominati e non sorteggiati, sale la polemica. I più duri sono Latina Bene Comune e Marilena Sovrani. “Già a febbraio scorso Latina Bene Comune si era espressa perché gli scrutatori addetti ai seggi per le prossime amministrative venissero sorteggiati dall’apposito albo, con la convinzione che il sorteggio fosse la garanzia per l’imparzialità richiesta all’azione di questi ‘funzionari temporanei’, ma fondamentali per il corretto svolgimento delle operazioni di voto e del successivo scrutinio. Stamattina (ieri) si è svolta la procedura, inutile dire che la direzione indicata dalla commissione preposta sia esattamente all’opposto”, così i candidati e attivisti di LBC

“Viene spontaneo pensare che le scelte siano determinate dalla conoscenza e dalla ‘fiducia’ che i membri della commissione ripongono nei loro ‘nominati’, anche perché, senza nessun ritegno ed in barba alle loro stesse premesse, hanno nominato persone nate nel ’51, nel ‘57, nel ‘60 e via dicendo, alcune delle quali neppure iscritte nell’apposito albo come prontamente rilevato dai Funzionari comunali”, questa la contestazione mossa da Damiano Coletta. “Sono queste le premesse per una imparziale, corretta ed adeguata conduzione delle operazioni elettorali? Bisogna vedere adeguata per chi – conclude Coletta – visto che alcuni membri della commissione che indica questi scrutatori sono a loro volta candidati in questa tornata di elezioni amministrative”.

Marilena Sovrani coglie l’occasione per attaccare il PD. “Predicano bene ma razzolano male, in realtà, per usare un detto popolare. L’esito della commissione elettorale che questa mattina (ieri, ndr) si è riunita per decidere in quale modo scegliere gli scrutatori per le prossime elezioni amministrative la dice lunga sulle incongruenze che aleggiano dalle loro parti. Ciò che ripetono da mesi Enrico Forte e compagni (e cioè che non vogliono saperne, di inciuci e ambiguità) ha un retrogusto retorico acchiappavoti”. Sulla scelta autonoma o presunta tale di Aristide Carnevale, di andare contro le indicazioni del PD, la candidata sindaco è sospettosa: “Due le ipotesi: o era d’accordo con i capi, che hanno chiuso gli occhi inviando in commissione un “sicario”, o ha scelto autonomamente ed in questo caso il partito dovrebbe essere costretto ora a prendere provvedimenti congrui nei suoi confronti. Quello del Pd è un comportamento che costituisce una premessa interessante, nel caso arrivino a gestire Latina”.

Sulla vicenda è intervenuto anche Davide Lemma: “Semplicemente un epilogo vergognoso, anche se ipotizzabile considerati i componenti della commissione, che hanno ancora una volta, per l’ennesima volta, dimostrato poco attaccamento per la città e poco rispetto nei confronti dei cittadini che si attendevano un atto limpido, proprio in virtù dei danni provocati da questi signori nel corso degli ultimi anni. È semplicemente un atto vergognoso – continua il candidato sindaco per La Tua Voce per Latina – e fa capire, semmai ce ne fosse ancora bisogno, che tipo di interesse hanno alcuni nei confronti della crescita della città che insistentemente e ostinatamente hanno intenzione di continuare a governare”.

Dal suo profilo Facebook Salvatore De Monaco è tanto breve quanto esplicativo: “VERGOGNAAAAAAA !!!!!! – ha scritto il candidato sindaco di MSI-DN – E poi parlano di trasparenza e legalità”