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Venerdì 14 dicembre scioperano 25 mila operatori della sanità privata del Lazio. L’agitazione coinvolge inevitabilmente anche Latina. A proclamare lo sciopero i sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil che chiedono un rinnovo di contratto nazionale atteso da più di 12 anni e che sta costando ad ogni singolo lavoratore oltre 200 euro al mese solo di mancati rinnovi.

“Una vera ingiustizia che non si è mai verificata in nessun settore pubblico e privato, e che è ancora più inaccettabile se si pensa che a questi lavoratori si chiedono doppi e tripli turni, lavoro festivo e straordinario, reperibilità e notti, a volte con contratti pirata e sempre con stipendi sensibilmente più bassi rispetto ai colleghi del pubblico. È un paradosso: la tutela della salute è affidata anche a lavoratori a cui si negano le tutele. E giusti rinnovi di contratto”, dicono i tre sindacati.

Ma non ci sono solo gli stipendi da rivedere, ma anche le regole, la trasparenza e i requisiti per essere convenzionati con il sistema sanitario regionale. 

Per questo i sindacati e i lavoratori della sanità privata venerdì manifesteranno davanti la sede della Regione Lazio.

Chiederanno: “Un intervento concreto per sbloccare la trattativa, così come per rivedere il sistema di accreditamento. Non è pensabile che un professionista sanitario, assistenziale, tecnico o amministrativo debba fare il lavoro di due o tre persone all’interno di una struttura finanziata con risorse pubbliche”. 

Prevedibile che, nella giornata di venerdì, la gran parte delle strutture sanitarie private sarà in grado di assicurare solo le prestazioni essenziali (come i pronto soccorso). 

Da Fp-Cgil Roma e Lazio, Cisl-Fp Lazio e Uil-Fpl Roma e Lazio arriva dunque un appello alla solidarietà diretto a cittadini e famiglie: “Questa non è una battaglia di categoria, ma una battaglia di tutti: vogliamo che nella nostra regione, afflitta da tanti anni di commissariamento, i servizi alla salute siano degni di questo nome, con più regole, più trasparenza e più giustizia per chi lavora e per chi ha bisogno di cure”.