sabato 26 Novembre 2022

Scandalo Lollo, archiviata denuncia Cedis Izzi contro Uiltucs e giornalisti

Archiviata in questi giorni, dal Tribunale di Latina, la denuncia della Cedis Izzzi, nei confronti della Uiltucs Latina.

La vicenda risale agli anni del “caso Lollo” e dello “scandalo” fallimenti.

L’ordinanza del tribunale di Latina rigetta l’opposizione all’archiviazione sostenendo nel dispositivo “che ricorrono tutti gli elementi previsti dalla giurisprudenza per ritenere la condotta scriminata trattandosi di notizia veritiera oltretutto con rilevanza di carattere sociale”

Archiviata con lo stesso provvedimento, firmato dal giudice per le indagini preliminari Giorgia Castriota, anche la denuncia sempre per diffamazione, nei confronti degli organi di informazione.

“Nel ribadire che in quei giorni fu data la giusta informazione, credo che – interviene il segretario provinciale della Uiltucs, Gianfranco Cartisano –  in ordine al diritto all’informazione si può affermare che quando vengono fornite notizie vere che hanno anche una notevole rilevanza a livello sociale non può mai essere censurato il comportamento di chi le diffonde in modo serio ed onesto, nell’esclusivo interesse della collettività. Come riconosciuto da questo dispositivo la libertà di informazione deve essere sempre garantita perché è un diritto sancito dalla nostra Costituzione”.

Il caso che sconvolse il tribunale di Latina, con l’arresto del giudice Antonio Lollo, ebbe delle ripercussioni per gli ex lavoratori licenziati che attendevano la concretizzazione dei concordati accettati dal tribunale.

Tra questi c’erano anche gli ex dipendenti della Cedis Izzi, di Fondi.

“Come Uiltucs Latina – conclude Cartisano – continueremo a sostenere i tanti lavoratori che chiedono dignità e lavoro, manifesteremo, sciopereremo, nonostante le denunce di alcuni imprenditori i quali invece di cercare soluzioni adottano altri percorsi, le denunce non ci spaventano. Archiviata, a dimostrazione della bontà del nostro operato, anche la denuncia dell’imprenditore che deteneva il marchio Eurospin, il quale a fronte delle manifestazioni di protesta denunciò  la nostra categoria insieme a tutti i lavoratori”.

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