Si infittisce il quadro attorno alla vicenda Karibu, con nuovi dettagli emersi nel corso di un’udienza tenutasi presso il Tribunale di Latina. Le accuse ruotano attorno a presunti reati di evasione fiscale, autoriciclaggio e bancarotta fraudolenta, coinvolgendo figure di spicco della cooperativa dedita all’accoglienza dei migranti.
L’Indagine della Guardia di Finanza
Davanti ai giudici, un ufficiale della Guardia di Finanza di Latina ha tracciato i contorni di una rete di società riconducibili alla Karibu, attraverso cui sarebbero stati gestiti fondi pubblici destinati ad attività assistenziali, poi dirottati per finalità personali e operazioni illecite. Particolare rilievo è stato dato al ruolo della società Jumbo Africa, ritenuta uno strumento per aggirare i controlli fiscali e trasferire capitali all’estero.
Denaro in Contanti e Trasferimenti Fuori Confine
Le verifiche hanno fatto emergere prelievi in contanti per un totale di due milioni di euro nell’arco di tre anni e versamenti oltreconfine per circa 500mila euro. Spese che difficilmente trovano giustificazione nelle attività di una cooperativa sociale.
Spese di Lusso e Acquisti Anomali
Tra le uscite considerate sospette figurano cene in ristoranti di alto livello, articoli di pelletteria di marchi prestigiosi, gioielli e macchinari agricoli inviati in Ruanda, acquisti che, secondo l’accusa, non sarebbero riconducibili agli scopi sociali dell’organizzazione.
Operazioni Immobiliari in Belgio
Ulteriori approfondimenti hanno evidenziato l’acquisizione di proprietà immobiliari a Bruxelles e in altre località del Belgio da parte di Liliane Murekatete, moglie dell’ex deputato Soumahoro. Gli inquirenti ipotizzano che tali beni potessero essere utilizzati come basi operative secondarie per l’attività della Karibu, ma restano dubbi sulla reale destinazione d’uso.
Aggiornamento sul Procedimento e Revoca delle Misure
Il procedimento proseguirà con ulteriori udienze fissate per il 5 e il 26 giugno, quando verranno ascoltate le difese degli imputati. Intanto, il Collegio Penale di Latina ha revocato l’obbligo di firma a carico di Marie Therese Mukamitsndo, Liliane Murekatete e Michel Rukundo, accogliendo l’istanza presentata dai rispettivi legali.





