lunedì 30 Gennaio 2023

Sapa, le ragioni dell’azienda: rifiutate le nostre proposte ma rimaniamo aperti a una soluzione

di Redazione – Sapa prende posizione. In una nota ufficiale l’azienda conferma che il vertice di lunedì in regione si è chiuso con il mancato accordo che di fatto pone fine alle trattative in vista della chiusura dello stabilimento di Fossanova. Nella nota l’azienda precisa di aver fatto tutto il possibile per tentare di trovare una soluzione che riducesse l’impatto sociale provocato dalla chiusura dello stabilimento. In particolare Sapa si è mostrata disponibile a ricorrere allo strumento della cassa integrazione straordinaria. Poi si è impegnata nella ricerca di un acquirente che potesse rilevare l’impianto di ossidazione che avrebbe salvaguardato almeno 13 posti di lavoro, oltre a voler individuare eventuali imprenditori intenzionati a riconvertire il sito produttivo. L’azienda ha proposto anche la mobilità volontaria, dicendosi comunque disponibile a sostenere iniziative di formazione e orientamento. Da ultimo, sono stati offerti incentivi all’esodo progressivi per fasce d’età compresi tra i 15 mila e i 19 mila euro. Sapa si era detta pronta a ricollocare solo 8 dei suoi dipendenti presso altri stabilimenti.

L’offerta è stata rifiutata dai sindacati, mentre i dipendenti continuano ad occupare lo stabilimento. Per l’azienda questa forma di protesta è illegale e “Nonostante la campagna diffamatoria, l’ingiustificabile episodio di violenza e il blocco del reparto spedizioni che ha causato pesanti perdite finanziarie aggiuntive, non è mai venuta meno agli impegni verso i propri dipendenti”, precisano i dirigenti. Sapa infine ribadisce che tutto questo “non ha allontanato la Società dal ricercare fino in fondo una soluzione accettabile da tutte le parti in causa”.

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