domenica 5 Febbraio 2023

Sapa, l’azienda garantisce: lo stabilimento è sicuro. E venerdì notte bianca con Landini

di Redazione – Nuovo capitolo della battaglia tra la Sapa e i suoi dipendenti. In una nota l’azienda replica a quanto riportato da alcuni organi di stampa, secondo cui le condizioni dello stabilimento non garantirebbero una sufficiente sicurezza. Premesso che “L’azienda ha operato e continua ad operare per la piena salvaguardia delle condizioni di sicurezza del sito produttivo e dell’area circostante”, si legge nella nota, lo stabilimento era stato chiuso il 7 luglio per lavori di manutenzione, ma, prosegue il comunicato Un gruppo di lavoratori ha forzato il cancello principale per entrare nell’edificio. L’occupazione in essere dal quel momento è un atto illegale, che rende la presenza dei lavoratori nello stabilimento fuori dal controllo diretto dell’azienda”.

Nello specifico Sapa ci tiene a precisare che i lavoratori non stanno correndo alcun rischio per la fornitura del gas, in quanto le linee sono state poste in sicurezza pochi giorni prima della chiusura dello stabilimento. Nella nota si legge che i forni non sono stati spenti, come chiesto dagli occupanti, ma la temperatura è stata portata sotto i livelli di sicurezza. Per quel che riguarda i contenitori presse, questi rimangono a temperatura costante 24 ore su 24 per evitare crepe nell’acciaio, ma ciò non comporta rischi. Infine, precisa l’azienda, i lavoratori all’interno dell’edificio hanno a disposizione servizi igienici e acqua potabile proveniente dai rubinetti dei bagni stessi. Infine, continua la raccolta dei rifiuti, d’accordo con il Comune di Pontinia. La nota si chiude con l’azienda che ha ribadito la sia disponibilità a collaborare con le parti interessate per trovare una soluzione per i dipendenti dello stabilimento di Fossanova.

Intanto venerdì è confermata la presenza del segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, davanti i cancelli dello stabilimento. Il leader del sindacato dei metalmeccanici parteciperà all’assemblea pubblica in cui si discuterà del destino della fabbrica che rischia di pesare su 140 persone e sulle loro famiglie. Seguirà la notte bianca, cui parteciperanno band locali e gruppi che si sono messi a disposizione per portare la loro solidarietà.

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