sabato 3 Dicembre 2022

Sapa, fallito anche il tavolo in Regione: ancora braccio di ferro tra azienda e sindacati

di Redazione – Niente accordo tra la Sapa e i suoi dipendenti. È fallito così, dopo cinque ore di trattative, il tavolo in Regione convocato per scongiurare la chiusura dello stabilimento di Fossanova e provvedere alla futuro dei suoi 136 dipendenti. Da parte sua l’azienda ha proposto incentivi economici per accompagnare i lavoratori verso la disoccupazione. Nello specifico sono stati offerti 8 mila euro per chi decidesse di godere di 12 mesi di cassa integrazione, e 10-12 mila euro per chi entrasse in mobilità. Per le sigle sindacali presenti, Cgil, Cisl, Uil e Ugl, si è trattato di una cifra irrisoria. Sapa è arrivata ad offrire una cifra vicina ai 17-19 mila euro, ma i sindacati hanno rifiutato di nuovo. E così si è arrivati all’epilogo: Sapa ha sottoscritto un verbale che attesta, nero su bianco, il mancato accordo con i lavoratori.

I dipendenti nel frattempo continuano ad occupare lo stabilimento. Per stamattina è prevista una nuova assemblea cui parteciperanno anche i sindaci del territorio. Presenti il sindaco di Pontinia, Eligio Tombolillo, quello di Maenza, Claudio Sperduti, quella di Roccagorga, Carla Amici, quello di Priverno, Angelo Delogu, e quello di Roccasecca dei Volsci, Barbara Petroni. Nel frattempo il caso sta varcando i confini del territorio pontino e sta assumendo rilevanza nazionale. Allo stabilimento di Fossanova è arrivato il sostegno dei colleghi di Ornago e Feltre, che tramite la Cgil hanno fatto sapere di essere pronti a lottare per un rilancio del settore. Già venerdì Maurizio Landini, leader nazionale della Fiom, aveva promesso che se l’azienda non fosse disposta a cambiare idea si troveranno forme e modi possibili per intensificare l’iniziativa, chiedere l’intervento del Governo, ed estendere le manifestazioni anche ad altri stabilimenti.

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