domenica 5 Febbraio 2023

Sapa, dipendenti occupano la Monti Lepini. Zingaretti dalla parte degli operai

di Redazione – I dipendenti Sapa passano alle maniere forti e occupano la sr 156 Monti Lepini. L’azione nasce per ottenere attenzione sulla vicenda che rischia di portare la fabbrica di Fossanova alla chiusura. Era presente anche Tiziano Maronna, segretario provinciale della Fiom, al settimo giorno di sciopero della fame. Il sindacalista ricorda come la Sapa abbia rifiutato di sedersi al tavolo della Regione e a quello del Ministero senza che prima sia rimosso il presidio che occupa da giorni lo stabilimento di Fossanova. “I lavoratori sono stati chiari: non si rimuove il blocco, non si sono tolti il cappello davanti al padrone. L’azienda non ha alcuna autorità per togliere il nostro diritto di sciopero, se vuole possiamo incontrarci e siamo aperti ad ogni forma di dialogo, ma senza condizioni”. Maronna, da parte sua, è determinato a proseguire lo sciopero della fame, “Almeno fino a che il mio fisico me lo permetterà”.

Domani ci sarà un nuovo incontro in Regione, ma la Sapa ha lasciato trapelare che anche questa volta potrebbe non sedersi al tavolo delle trattative. Venerdì invece sarà organizzata una notte bianca per la Sapa e sarà presente anche il segretario nazionale della Fiom, Maurizio Landini.

Alla protesta di oggi erano presenti anche i sindaci di Sonnino e Priverno. Luciano De Angelis e Angelo Delogu hanno espresso la loro ferma contrarietà alla chiusura dello stabilimento di Fossanova e hanno avuto parole di condanna per l’atteggiamento dell’azienda norvegese.

Solo ieri i dipendenti Sapa hanno ricevuto ancora una volta il sostegno del consigliere regionale Enrico Forte, che ha espresso loro la vicinanza del governatore Zingaretti. “È stato lo stesso Zingaretti ad assumersi l’impegno di percorrere ogni possibile strada per trovare una soluzione che eviti la chiusura del sito produttivo ed il conseguente licenziamento dei dipendenti”, ha spiegato Forte. Il presidente della Regione Lazio in occasione della visita a Latina per la festa del PD ha incontrato i rappresentati sindacali e una delegazione di dipendenti della Sapa che gli hanno chiesto di evitare in tutti i modi la chiusura dello stabilimento di Fossanova. “Il presidente si è impegnato in prima persona a contattare i vertici della casa madre norvegese e chiedere di valutare soluzioni alternative all’annunciata dismissione definitiva dello stabilimento pontino – ha detto Forte – l’unico in Italia che dovrebbe essere chiuso. Sarà quindi messa in campo ogni possibile azione per salvaguardare i posti di lavoro. A rischio ci sono quasi 250 persone e altrettante famiglie il cui futuro intendiamo difendere e tutelare”, ha concluso il consigliere regionale.

DELOGU: APPREZZO L’INTERVENTO DI ZINGARETTI MA CI VUOLE PIU’ INCISIVITA’ – “È il momento che le Istituzioni facciano seriamente la loro  parte – afferma il Sindaco Angelo Delogu -. Apprezzo l’intervento del Presidente Zingaretti e la sua volontà di risolvere positivamente il problema, ma c’è bisogno di maggiore incisività. C’è bisogno che il paese reale, fatto di sofferenza e di dolore sociale, irrompa sulla scena pubblica e spazzi via il paese virtuale, con la sua retorica fatta di slogan e di falsi problemi. I settantacinque giorni previsti dalla Legge per la procedura di mobilità stanno per scadere e i lavoratori della SAPA ancora non sanno se gli sarà concessa una seconda opportunità o meno. Rischiano di andare ad affollare la interminabile lista delle persone in cerca di lavoro, testimoniata, in parte, dai dati intollerabili sulla disoccupazione. Per questo, hanno deciso di lottare a difesa del loro lavoro, entrando in assemblea permanente e sfruttando tutte le possibili forme di battaglia a loro disposizione. Ora è nostro compito, in qualità di rappresentanti delle Istituzioni e dello Stato, supportarne le lotte e le rivendicazioni, continuando a fare pressioni ai più alti livelli per far sì che l’azienda si decida a sedersi al tavolo delle trattative. Noi non ci siamo arresi e non ci arrenderemo. Per salvare la fabbrica siamo pronti a tutto. È nostro dovere, inoltre, restare al fianco sindacalisti come Tiziano Maronna, il segretario provinciale della FIOM in sciopero della fame da circa una settimana, affinché sulla vicenda non cali un tombale silenzio. A lui va la mia più piena solidarietà”.

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