martedì 31 Gennaio 2023

Sapa, blitz del M5S a Fossanova: “L’azienda deve vendere a chi vuole investire sul territorio”

di Redazione – Allo stabilimento Sapa di Fossanova arrivano i deputati del Movimento 5 Stelle, Eleonora Bechis e Cristian Iannuzzi, a portare la loro solidarietà ai dipendenti che continuano la loro occupazione. Iannuzzi proviene proprio da Latina, mentre Bechis è segretario della Commissione Lavoro della Camera. I due promettono battaglia: “Stiamo vagliando di presentare una interrogazione parlamentare e portare all’attenzione dei ministri competenti sia le eventuali irregolarità sia l’inconcepibile scelta della multinazionale Sapa di chiudere lo stabilimento di Fossanova”, scrivono i due pentastellati in una nota. E proseguono: “È un’ecatombe, la chiusura di questo stabilimento lascerà a casa 136 lavoratori, oltre ad un numero imprecisato di interinali e lavoratori dell’indotto”. Nel comunicato i due deputati sottolineano come la Sapa sia un’azienda sana, forte di 40 anni di esperienza nella produzione di alluminio, con un portafoglio di clienti di tutto rispetto. Clienti che già stanno iniziando a guardarsi intorno, magari rivolgendosi all’estero.

Nelle parole di Bechis e Iannuzzi c’è l’accusa ai governi passati e presenti che hanno portato “alla lenta inesorabile desertificazione industriale Italiana”. Dai due esponenti del Movimento di Beppe Grillo arrivano parole forti: “Lo stabilimento di Fossanova è un bene del popolo, creato con i soldi dei contribuenti, regalato durante le prime privatizzazioni selvagge ad amici degli amici, che lo hanno poi ceduto a chi oggi vuole solo far fuori un concorrente pericoloso”, scrivono i due parlamentari.

Bechis e Iannuzzi si schierano al fianco degli operai, dicendosi pronti a supportare la loro battaglia: “La posizione dei lavoratori è chiara, la Sapa deve vendere il sito ad imprenditori con un chiaro piano industriale di crescita del territorio”, e continuano: “Se invece vuole smantellare deve prima garantire a sue spese la bonifica del sito di Fossanova”. Da parte sua il M5S promette di essere attento: “Noi vigileremo con tutti gli strumenti in nostro possesso sull’intera operazione e impediremo con fermezza l’uso del sistema delle scatole cinesi per riversare sui contribuenti il costo sociale di questo abominio”, concludono i due deputati.

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