Una domanda sorge spontanea.

Sarà a volta buona?

Il piano per tagliare le liste di attesa firmato Nicola Zingaretti è arrivato alla quarta edizione.

Si tratta dell’ennesimo tentativo dal 2013 ad oggi, i precedenti non hanno prodotto risultati eccezionali, per dare ai cittadini la possibilità di accedere alle cure in tempi non biblici.

Il decreto, presentato dall’assessore alla sanità, Alessio D’Amato, recepisce le indicazioni contenute nel piano nazionale per il triennio 2019-2021.

Quattro i punti fondamentali del piano Zingaretti volti a una migliore gestione e a un più puntuale controllo delle liste di attesa.

 

“Con il decreto sulle liste d’attesa abbiamo voluto disegnare un nuovo sistema di gestione improntato sulla trasparenza e sulla concertazione. Abbiamo infatti recepito le osservazioni arrivate dai rappresentanti di aziende sanitarie e ospedaliere, medici pediatri di libera scelta, medici di medicina generale, sindacati, cliniche private accreditate e – spiega l’assessore Alessio D’Amato – ordine dei medici per ottenere questo importante risultato. E un ringraziamento va anche alla commissione sanità del consiglio regionale del Lazio che ha contribuito con una risoluzione alla stesura del decreto”.

 

L’obiettivo è far lavorare meglio i professionisti, utilizzare al massimo le nuove tecnologie e avere un governo delle liste d’attesa trasparente e partecipativo.

 

Il piano diversifica gli accessi, distinguendoli tra prestazioni derivanti dal primo contatto tra il cittadino e il sistema sanitario e quello per le prestazioni che seguono la presa in carico del paziente.

Regolamenta la libera professione intramoenia dando la possibilità alle aziende di sospendere le attività libero professionale, in caso di sbilanciamento, fatta salva l’esecuzione delle prestazioni già prenotate, a favore delle prestazioni da erogare in ambito pubblico.

Il nuovo sistema Recup punta a utilizzare al meglio le tecnologie per consentire un migliore dialogo tra paziente e struttura sanitaria e consente l’integrazione con i sistemi prenotazione specialistica ambulatoriale di altri erogatori privati.


Le prenotazioni delle strutture pubbliche e anche quelle delle strutture private saranno totalmente visibili al Recup, sia per le prenotazioni relative al primo accesso che quelle per i controlli successivi, sia per l’attività erogata a carico del sistema sanitario regionale che in attività intramuraria.