Il Lazio resta in fondo alla classifica salute stilata da Il Sole 24Ore, su base di un’elaborazione su dati Iqvia, ministero della Salute e Istat.

L’indagine ha preso in esame diversi fattori, tra cui l’incidenza delle malattie sul territorio e l’uso di farmaci.

L’accesso alle cure e la disponibilità di personale specializzato, dall’infanzia alla vecchiaia.

Nonchè il fenomeno della mobiità passiva che costringe spesso i pazienti a spostarsi oltre i confini provinciali e regionali per ottenere, in tempi adeguati, le cure di cui necessitano.

La pagella finale si basa su una media dei punteggi nei vari parametri.

Tra le grandi città Firenze è quinta, Milano ottava, Torino ventiquattresima, Roma ventinovesima e Napoli settanduesima.

Se Bolzano viene eletta provincia più “sana” d’Italia, seguita da Pescara, Nuoro e Sassari.

Latina si ferma a metà classifica con il 62esimo posto in generale.

Ma brilla, conquistando il sesto posto, su 107, per la cura dell’infarto miocardico acuto.

Una vera e propria eccellenza quella che è nata in provincia di Latina e diventata modello non solo nel Lazio ma in Italia.

Come emerge dall’indagine ad incidere sulla salute dei cittadini sono diversi fattori.

Tra questi l’accessibilità alle cure che mostra differenze sostanziali tra le grandi aree e i piccoli centri.

La mancanza di una rete territoriale assistenziale radicata continua ad affollare i pronto soccorso dove i cittadini si riversano in assenza di strutture intermedie.

Serve un ripensamento dell’organizzazione generale della sanità a fronte di un progressivo invecchiamento della popolazione che richiede una diversificazione dei servizi.