L’ospedale Fiorni di Terracina è letteralmente in panne.

La carenza di anestesisti sta creando non pochi problemi nella gestione degli interventi da effettuare.

Le sale operatorie lavorano ad orario ridotto e spesso solo sino alle 14.

Gli interventi garantiti sono quelli in emergenza urgenza.

Quelli programmati o programmabili continuano a slittare e i pazienti che rientrano in questa categoria sono spesso rimandati a casa con un laconico “vi richiamiamo la prossima settimana”.

Si tratta di un problema, quella della carenza di anestesisti, che pesa sulla qualità e sull’efficienza dell’offerta sanitaria della provincia di Latina e che, purtroppo non riguarda e non ha riguardato solo l’ospedale di Terracina.

Era già accaduto al Goretti di Latina e al San Giovanni di Dio di Fondi con annessa paralisi dei reparti e delle sale operatorie.

Lo sblocco del turn over da parte della regione Lazio e l’autorizzazione alla fase dei concorsi non basta a risolvere con rapidità il problema.

Una burocrazia farraginosa e complessa da parte della Asl impedisce di intervenire con la rapidità e l’efficienza che un settore tanto delicato richiede.

In questi giorni abbiamo ricevuto la segnalazione di un padre che non riuscendo a far operare il figlio all’ospedale di Terracina da settimane è stato costretto a rivolgersi ad una struttura privata per poter intervenire.

I medici, gli infermieri e il personale dell’ospedale ce la sta mettendo tutta per superare queste criticità ma per i miracoli non sono ancora attrezzati.