Sangue infetto, maxi risarcimento alla famiglia di un uomo di Maenza: 1 milione agli eredi

Un milione di euro: a tanto ammonta il risarcimento che il Ministero della Salute dovrà devolvere alla moglie e ai figli di un uomo di Maenza morto nel 1985 per una cirrosi epatica causata da trasfusioni di sangue infetto. L’uomo ha perso la vita a 32 anni lasciando la donna e due figli piccoli, che nel 2008 si sono rivolti all’avvocato Renato Mattarelli per intentare la causa di risarcimento. La sentenza di primo grado arrivata nel 2011 era stata di rigetto: secondo il Tribunale era passato troppo tempo dalla morte dell’uomo per chiedere il risarcimento. Questo ha ulteriormente aggravato la depressione della vedova che non si è mai del tutto ripresa dalla morte del marito.

La Corte d’Appello di Roma con la sentenza arrivata ieri ha ribaltato quanto disposto dai giudici in primo grado, stabilendo il risarcimento di poco inferiore a 1 milione di euro. Tuttavia i giudici romani hanno dichiarato prescritto il credito dal Ministero della Salute per i mancati controlli negli ospedali di Latina e Roma dove l’uomo avrebbe ricevuto il sangue infetto. La famiglia ha già ricevuto 78 mila euro per un precedente procedimento per ottenere l’indennizzo a favore degli emotrasfusi. Ma non basta. L’avvocato della famiglia ha già annunciato che presenterà il ricorso in Cassazione per ottenere l’ottenimento dei danni subiti in vita dall’uomo (1,2 milioni di euro circa), che non sono stati liquidati per una erronea interpretazione di un documento.

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