Giuliano Santangeli
Sangiuliano

Intinge la penna nel magma della vita e scava con autenticità nel ritmo che incalza il divenire delle cose e delle persone. E’ Giuliano Santangeli, in arte Sangiuliano, colui che ha fatto della poesia lo strumento chiave per interpretare la realtà.

Nato a Roma il 1 agosto del 1942, Sangiuliano inizia la sua carriera nel mondo della letteratura nel 1976. Tante le poesie che lo hanno reso protagonista: “Geometria del cuore” (1976), “Il presente impossibile” (1978), “Notizie dall’uomo” (1980), “Bestiario ’80” (1980), “Erbario ’81” (1981), “Inventario con lessico” (1983), “Ordine chiuso” (1983), “Ipotesi di lettore” (1985), “Teorema fragile con argomenti” (1988), “Il serpente a sonetti” (1988), “Ode a Balzani” (1992), “Palme e altro mondo” (1996), “Tre malumori” (2005) e la raccolta di poesie “pornosofiche” dal titolo “Emozioni esplicite” (2014).

Diversi, poi, i saggi e le antologie grazie ai quali ha dimostrato di possedere una vera e propria conoscenza dell’arte della parola. Studioso di filologia classica, filosofia dell’arte e pedagogia, Sangiuliano è amante della musica e della botanica. Sarà per il decimo anno il presidente del Premio di Poesia Florida Roma, il concorso, bandito dal Centro Internazionale di Cultura Florida, che gode del patrocinio dell’Accademia Polacca di Roma e delle Edizioni Joker. E’ possibile partecipare al bando fino al 15 giugno 2019.

Un’artista, dunque, fortemente legato al suo passato, rimasto deluso per la poca considerazione ricevuta in determinate occasioni, ma che spera ancora di trasmettere alle nuove generazioni l’importanza della cultura.

C’è stato un momento in cui ha capito che doveva scrivere soprattutto poesie?

Non sono di quelle persone che hanno iniziato a scrivere da bambino, però già da ragazzo componevo dei versi per i miei compagni di classe. L’ispirazione ci fu a 22 anni, e così per 10 anni produssi poesie che facevo leggere a mia moglie. Raccontavo tutto ciò che vedevo. Dopo questo periodo misi “la testa fuori” e pubblicai il mio primo libro “Geometria del cuore”.

Quanto il luogo in cui è cresciuto ha influenzato il suo stile?

Decisamente. Sono cresciuto a Roma nella borgata il “Mandrione”, di cui parlò anche Pasolini. I miei nonni avevano un’osteria e io già da piccolo ascoltavo i discorsi degli adulti, camminando sotto i tavoli del locale. Nelle mie opere c’è sempre un po’ di Roma. Un inno alla mia terra d’origine, al di là di tutto.

Nutre varie passioni che lo portano a individuare in lei un creativo. In quale delle forme d’arte, tra la poesia e la musica, si sente più se stesso?

Come sentire in entrambe. Ma sono rappresentato di più dalla poesia, perché possiedo una preparazione approfondita e non modesta come per la musica.

E’ stato ambasciatore della letteratura italiana all’estero (una volta in Argentina e due in Spagna). Che tipo di accoglienza ha ricevuto?

Ottima. Un onore per me, dato che non me l’aspettavo. Nonostante abitassi ad Aprilia, ho rappresentato il Comune di Roma. In Argentina, ad esempio, mi furono consegnate delle lettere di ringraziamento per la partecipazione, che donai all’allora sindaco Francesco Rutelli e al suo assessore alla cultura. Ebbi, inoltre, l’occasione di organizzare una lectio magistralis all’Università di Buenos Aires. Ciò che mi rammarica è proprio il comportamento che la città in cui vivo ha nei miei confronti. Ad Aprilia preferiscono la sagra della porchetta a iniziative o manifestazioni di alto spessore, mostrando la loro ignoranza”.

E’ già al lavoro per altri componimenti?

Sto lavorando a una raccolta di poesie che mi auguro di pubblicare presto. Il mio sogno è avere a disposizione dal Comune di Aprilia un gruppo di studenti meritevoli, con i quali continuare a coltivare l’amore per la cultura.