di Redazione – È polemica sul Circeo Summer Beat 2014, l’evento gratuito organizzato in località “Crocette”, in pieno Parco Nazionale del Circeo. L’appuntamento attirerà centinaia di giovani pronti a scatenarsi con la musica a tutto volume fino a notte inoltrata. Ma le associazioni ambientaliste sono tutte d’accordo: un parco nazionale non è il luogo adatto a queste rassegne.
“È evidente che l’autorizzazione a questo tipo di iniziative è stata presa dalle autorità locali con estrema leggerezza e totalmente inconsapevoli del danno che si andrebbe a perpetrare sull’ambiente. – scrive in una nota il Gruppo Pontino Ricerche Ornitologiche – Le conseguenze sui vari habitat interessati per ora sono difficili da immaginare. Di sicuro saranno molto gravi, sia per la fauna, sia per la vegetazione”. Segue un appello in cui si invitano le autorità a spostare l’evento in un luogo più adatto.
“Se mi chiede cosa penso come ambientalista, non posso non confermare che avrei preferito una soluzione diversa. Se si parla però di danno ambientale non mi sento di dire che, per una notte di rumore, possano esserci problemi di qualsiasi natura”. Questo il pensiero del presidente dell’Ente Parco, Gaetano Benedetto. Verranno però prese precauzioni, ci tiene a precisare Benedetto: il numero delle persone sarà limitato, anche la musica sarà a volume contenuto, il piazzale verrà transennato e sarà imposto il divieto assoluto alle auto di accedere all’area.
Non basta a placare il WWF: “Vuoi organizzare una festa in un luogo magico? Vai al Circeo ti offriranno un posto nel Parco Nazionale”. Questa la provocazione lanciata dall’associazione ambientalista, che chiede l’intervento dell’Ente Parco e attacca l’amministrazione comunale. Due i punti maggiormente contestati dal WWF di Latina: la possibilità di “Sparare decibel fino alle 4 del mattino con l’accortezza di abbassare il volume alle tre!”, oltre al fatto che l’evento è gratuito. “Pare incredibile che non si citi mai una volta il fatto che l’area è localizzata in una zona protetta, addirittura in un Parco Nazionale”, è la conclusione degli ambientalisti che chiedono ancora una volta l’intervento dell’Ente Parco.





