Samantha Cristoforetti
Samantha Cristoforetti (foto di Bartolomeo Rossi)

“Non mi aspettavo intuizioni folgoranti dalla mia missione nello spazio, né ne ho avute. Non so nulla più di prima sul senso dell’esistenza umana o sulla presenza di vita fuori dalla Terra”.

Descrive così la sua permanenza nell’universo Samantha Cristoforetti, la prima donna astronauta italiana che per 199 giorni è riuscita a resistere a 400 km di distanza dal nostro Pianeta.

Nata a Milano ma vissuta in Trentino, è stata selezionata nel 2009 dall’Esa, l’Agenzia spaziale europea, tra 8.500 candidati.

Si trovava sotto la doccia, quando nel mese di maggio di dieci anni fa ricevette quella telefonata che da tempo attendeva. Prestava servizio all’aeroporto di Istrana, vicino Treviso e dopo severi colloqui sembrava non crederci più.

Poi finalmente il fatidico momento è arrivato. L’emozione e uno strano senso di pace hanno iniziato a prendere il sopravvento. Insieme ad altri 5 uomini di nazionalità diverse, tra cui Luca Palermitano, la Cristoforetti ha dovuto seguire un corso di addestramento teorico e pratico. Terminato il periodo di formazione, tutto era pronto per il lancio.

E mentre cercava, circa 2 ore e mezzo prima, di prendere faticosamente posto in cima allo shuttle, Samantha racconta che l’istruttore chiese loro di scegliere 4-5 canzoni da poter trasmettere dalla stazione radio per rilassarsi. Improvvisamente partì una delle melodie del collega russo e sulle note di Adriano Celentano “è inutile suonare qui non aprirà nessuno”, volò nello spazio.

Per ben sette mesi l’astronauta italiana ha partecipato, ogni mattina, a numerosi meeting dei centri di controllo spaziale: dagli Stati Uniti a Monaco fino a Tokyo e a Mosca. L’attività principale svolta è stata ricerca scientifica e sviluppo tecnologico, ossia osservazione di una serie di fenomeni che si verificano in assenza di peso. A tali incontri si sono alternate le “passeggiate spaziali”, i cambi di equipaggio o il rifornimento di materiale da sistemare. Esilaranti anche alcuni aneddoti, come la difficile ricerca dei guanti su misura da indossare.

“L’esplorazione spaziale è diventata parte di noi – ha dichiarato Samantha Cristoforetti al Festival internazionale del giornalismo di Perugia – della nostra cultura e della nostra capacità di andare ad abitare su un altro luogo, sfruttando le risorse. Fin da piccola mi sono appassionata ai libri di fantascienza, ed è proprio l’avventura ciò che ha condizionato fortemente il mio lavoro”.

Sognando di ruotare presto in un’orbita attorno alla luna, la prima donna nello spazio crede nell’importanza del progresso come stimolo per l’economia e per il futuro.

Stando lontano dalla Terra, l’uomo allarga i propri orizzonti e comprende meglio ciò che accade.