giovedì 25 Aprile 2024
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Sabaudia, sulla chiusura del Punto di primo intervento pronto ricorso al Tar e avanza la battaglia della Lega

La battaglia per evitare la chiusura dei Punti di primo intervento in provincia di Latina prosegue.

I Comuni sede delle strutture sono sul piede di guerra.

Gli appelli mossi alla regione Lazio dai sindaci per evitare la trasformazione di quelli che rappresentano presidi fondamentali per l’erogazione di prestazioni sanitarie ai cittadini sono cadute nel vuoto.

Ad oggi, nonostante le rassicurazioni fornite dall’assessore regionale alla sanità, Alessio D’Amato, nella riunione del 5 settembre, nulla è cambiato.

Nessun atto amministrativo ha sostituito, o corretto il tiro, di quanto previsto nel decreto del presidente Zingaretti sulla riorganizzazione dell’offerta sanitaria.

Il time line è fissato è al 31 dicembre 2019 dopo un anno, la data era stata posticipata in corsa, in cui la regione doveva potenziare i servizi per non rendere la trasformazione di queste strutture un nuovo buco in termini di diritto all’accesso alle cure per i cittadini.

Di fronte all’immobilismo regionale anche il comune di Sabaudia, sulla scorta di quanto accaduto a Cori e Cisterna, avrebbe quindi deciso di presentare ricorso al Tar con la decisione di chiudere i Punti di primo intervento.

La decisione sarebbe arrivata a seguito della mobilitazione e della proposta avanzata dal gruppo della Lega formato da Capriglione e Capua.

”Al di là dei risultati importanti al governo e in Regione Lazio, seppur dall’opposizione, un’altra battaglia su cui non intendiamo abbassare la guardia – spiega il capogruppo consiliare Lino Capriglione – è il salvataggio del Punto di primo intervento, la cui chiusura è stata prevista ad agosto da Nicola Zingaretti per dicembre, sul quale l’amministrazione comunale ha deciso di ricorrere al Tar del Lazio”.

A sostenere la battaglia della Lega a Sabaudia il coordinatore regionale del Carroccio e vicecapogruppo alla Camera, Francesco Zicchieri, il coordinatore provinciale Silviano Di Pinto, il capogruppo regionale, Angelo Tripodi e l’eurodeputato pontino Matteo Adinolfi.

“È inaccettabile lasciare scoperta una città a vocazione turistica, i cui abitanti in estate, come minimo, triplicano. È prevista la trasformazione nel Punto di erogazione di assistenza primaria, però non sarà attivo h24 come il Ppi. Anche perché la Casa della Salute, prevista anche grazie alla nostra battaglia, ha tutt’altra natura, la cui realizzazione non avverrà immediatamente lasciando così senza un servizio sanitario h24 non solo Sabaudia ma anche gli altri comuni della provincia e della regione”.

 

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