domenica 25 Settembre 2022

Sabaudia, le particolarità dell’estate 2017 secondo un borgataro ed una sabaudiana

di Simone Tosatti* – “Quigli di Sabaudia iao ricapachi co gli canestrstriglio”, tradotto: “quelli di Sabaudia sono tutti un po’ particolari” ride Zio Lidano di Sezze quando mi vede. “Ma tu non sei di Sabaudia – facendosi serio – sei borgataro di Borgo Carso e quello non lo cambi”. Ha ragione Zio nonostante abbia sposato una sabaudiana e viva ormai da un decennio all’ombra del Circeo. “Pensa, Sabaudia è una città che vive di mare ma è senza lungomare. Ti pare normale? Ci sta un lago ma non è di tutti, è privato. Può mai essere? La gente è figlia della sua Terra e quella di Sabaudia è tutta particolare”.

“Che pizza, a Sabaudia non ci sta mai nessuno – dice mia moglie Anna cresciuta e vissuta a Sabaudia; poi, puntualmente ad agosto: “Che pizza ‘sti romani, so’ troppi! quando se ne vanno a casa loro?” Lei mi guarda e sorride, “ma che ne puoi capì, mica sei sabaudiano. Da ottobre ad aprile pare che andiamo in letargo poi in primavera ed estate ci scateniamo e quando arrivano i forestieri è la fine”. “Ogni estate mi stupisco di cose nuove ma questa è stata il top” ha pensato a voce alta la sabaudiana di casa qualche sera fa mentre osservava un signore sulla sessantina girare sotto i portici in canottiera, pantaloncini, zoccoli ed il maglione sulle spalle che sfoggiava una lingua invidiabile nel divorare un cono gelato.

In effetti, mentre sui Facebook si dibatteva sulla pulizia del mare e se fosse giusto o meno fare i fuochi d’artificio, l’agosto del 2017 ha evidenziato la difficoltà di Sabaudia a sostenere il carico sociale in afflusso. Usando come termometro i parcheggi e la gestione dell’immondizia, qualche criticità si è registrata. Per i parcheggi la famosa ed ingannevole Smart posteggiata a spina di pesce o lasciata perpendicolarmente rispetto al senso di parcheggio può considerarsi un classico estivo. Per non parlare delle auto con le ruote sopra ai marciapiedi o nelle aree (che dovrebbero essere) verdi. L’ingombro abusivo dei parcheggi riservarti alle persone diversamente abili è diventato un fenomeno da “social”.

Osservare il via vai di gente all’isola ecologica invece ha proposto qualcosa di unico. Furgoni carichi di “materiale di risulta” di lavori edili “il cui direttore è scappato con i soldi prima di pulire tutto” (a detta del cliente) o veder arrivare una macchina colma di “indifferenziato” ed il caricabatteria di un cellulare messo da parte perché “differenziare è importante” davvero non ha prezzo.

È estate anche per il gossip sotto l’ombrellone e Sabaudia, in termini di VIP, quest’anno ha sbancato. “Hai visto Totti (ma quanto mare ha fatto Totti)? Ieri lui giocava a beach volley mentre Ilary girava per i banchi del mercato. E Dino Zoff? Lui sì che è un fedelissimo di Sabaudia, viene tutti gli anni. Tre giorni fa c’era Ferrero in centro che prendeva il caffè mentre un vigile voleva fargli la multa perché aveva l’auto in seconda fila davanti al bar; e la moglie di Inzaghi che ha soccorso un bimbo che stava affogando? Brava davvero. Sabato sera invece c’era Giada Gervasi in piazza che indossava un paio di jeans e le scarpe da ginnastica” e via dicendo.

Un cenno particolare va dedicato ai mezzi di locomozione. Questa estate a Sabaudia è circolato di tutto. Risciò dotati di motore, jeep modello Seconda Guerra Mondiale (con conduttore dell’epoca annesso), vespe 50 dai colori più disparati ed una collezione innumerevoli di 127, 128, Topolino da far pensare ad un raduno d’auto d’epoca. Qualcuno è stato capace di girare in centro a petto nudo sopra al trattorino taglia erba. “Sicuro va al mare a farsi passeggiata verso il Circeo e poi un bel tuffo” ha ridacchiato la moglie. Sono stato diretto interessato di un mancato investimento da parte di una “dune buggy” di colore rosso con il tettuccio giallo che pareva uscita dal film “Altrimenti ci Arrabbiamo”. Il conducente, dopo “avermi lisciato”, ha tirato dritto urlando: “Aò, nun me funzionano i freni”. E che gli vuoi dire? “Finalmente! Hai visto come si sta bene adesso? Manco la fila per prendere una bomba da Ciccio. Era ora”.

Ho detto (stavolta io) ad Anna domenica sera mentre passeggiavamo sotto ai portici deserti di Corso Vittorio Emanuele II. Manco mezz’ora e cambio idea: “Uffa però, andiamo a casa, mi sta venendo tristezza. Non ci sta nessuno”. La moglie ride: “Tu questo non lo puoi dire. Mica sei sabaudiano? Tu sei di Borgo Carso”. “Lo so – rispondo – lo dice pure Zio Lidano, ma dopo tutto mi sto affezionando a Sabaudia con le sue stranezze e particolarità”. Stavolta la moglie si fa seria: “Embé? che sono ‘sti discorsi? Niente niente Zio Lidano si sbaglia?”

* Simone Tosatti è corsista del workshop in Giornalismo Digitale organizzato da Net in Progress e LatinaQuotidiano.it

 

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