domenica 25 Settembre 2022

Sabaudia, da Gomorra alla ristorazione d’autore, un caffè con Claudio Corinaldesi

“Vien, Vien… Sta Senz Pensier”, scherza divertito Claudio Corinaldesi, romano di nascita, Sabaudiano d’adozione, professione “ristorAttore”.

Claudio, iniziamo dalla televisione, dal mese prossimo sarai su Canale 5 per la quarta serie di Le Tre Rose di Eva. Che ruolo interpreti?

“Interpreto il ruolo di Pietro Soresi, il cattivo di turno. Ormai ci sono abituato a ricoprire ruoli che poi non rispecchiano la mia natura. Io sono un buono ma posso dire che ormai ci ho preso gusto (sorride). A parte le battute è stata una esperienza importante quanto impegnativa. Abbiamo girato tutta la serie a tempo di record, 10 puntate in 15 giorni lavorando tantissimo ma sono davvero contento dell’esperienza e spero di poter far parte di Le Tre Rose di Eva 5”.

Novembre sarà anche il mese di Gomorra. Nel partecipare alle riprese della prima puntata nel ruolo di Aniello l’Africano, ti aspettavi il successo della serie?

“Il successo di Gomorra sembrava già scritto, forse non fino ai livelli raggiunti visto che alcune battute sono entrate nel parlare quotidiano. Anche a Milano adesso dicono “Sta senz pensier”. Si percepiva che sarebbe andata alla grande. Per me Gomorra è stato un vero colpo di fortuna tanto che non credevo neanche di essere scelto visto che non sono napoletano. La mia passione per i dialetti mi ha aiutato. Sono stato anche in ballo fino alla fine per interpretare il ruolo di Pietro Savastano, poi la scelta fatta è stata diversa e io sono diventato Aniello l’Africano. Ho partecipato solo ad una puntata visto che O’ Africano è stato ucciso nella mattanza del primo episodio quando gli uomini del Clan Savastano sono andati alla ricerca di Salvatore Conte. In una delle ultime riprese, saltando da un muro, sono anche finito all’ospedale con la sesta e settima costola fratturata, nonostante questo Gomorra è stata per un’occasione professionale importantissima tanto che, successivamente ho partecipato alle riprese di Non è un paese per Giovani in con la regia di Giovanni Veronesi in cui ho interpretato il ruolo di Felipe e di Il Sistema dove vesto i panni del boss della mala messicana Ortega”.

Che importanza ha Sabaudia per la tua professione di attore?

Sabaudia è la mia seconda casa. Un territorio dalle immense potenzialità a cui mi sento profondamente legato tanto da averci girato Buon compleanno Sally, un cortometraggio contro la droga, un problema giovanile che da genitore mi preoccupa molto. Ritengo che Buon Compleanno Sally potrebbe essere proposto anche a fini didattici nelle scuole visto che la sensibilità verso questo fenomeno non è mai abbastanza. Poi a Sabaudia annualmente propongo lo spettacolo teatrale con i ragazzi speciali dell’Associazione La Rete. È una passione che mi dà una soddisfazione immensa poter lavorare con ragazzi disabili e vedere il loro impegno per andare ad esibirsi in una serata di Il Parco e La commedia, la rassegna che insieme a I Suoni del Lago, a mio avviso rappresenta l’eccellenza della proposta turistica estiva di Sabaudia. Con i ragazzi della Rete mi vedo una mattina a settimana ed è un impegno importante sia perché nello stare con loro si ha la percezione di quanto possano esprimere nonostante la disabilità sia perché il teatro rappresenta la mia più grande passione. È la combinazione ideale tra solidarietà e recitazione, due aspetti per cui vale davvero la pena fare sacrifici”.

Non contento di fare l’attore ti sei ribattezzato RistorAttore con il tuo locale Sorsi e Morsi

“Vengo da una storia familiare un po’ fuori dal comune e sono cresciuto con una nonna dalla mobilità limitata che faceva la cuoca. Assaggia la pasta, metti il sale, controlla la cottura… a quattordici anni mi sono ritrovato a preparare una cena di Natale alle prese con una orata da cuocere al forno che sembrava più grande di me. L’orata non era male ma sapevo di poter fare di più e a forza di migliorarmi sempre ho deciso di aprirmi un locale (ride). Prima una paninoteca, poi ho aperto Sorsi e Morsi insieme alla mia compagna Federica e oggi siamo tra gli esercizi associati Slow-Food”.

Sorsi e Morsi ha delle referenze davvero eccellenti e in tanti dicono di non trovare mai posto.

“È un locale estremamente caratteristico con venti coperti totali, finiture di pregio e ricette esclusivamente a base di pesce di altissima qualità. È vero, soprattutto d’estate bisogna prenotare anche una settimana prima per trovare posto ma chi viene da noi non se ne va deluso. Non è un locale per bambini visti gli spazi ridotti. Tra le nostre specialità, i piatti di crudo riescono sempre a soddisfare la clientela e questo è un po’ il nostro marchio distintivo visto siamo in grado di proporre questi piatti tutto l’anno. Tra i primi è molto gettonato lo spaghetto Felicetti con polpa di ricci e lime. Altra nostra caratteristica è l’utilizzo di materie prime locali come frutta e verdura coltivati a Sabaudia. Sui vini c’è l’imbarazzo della scelta con la predominanza di bianchi come Markus Molinar, Lageder, Hartmann Donà. Proponiamo anche vini locali Casal del Giglio, Cincinnato, Marco Carpineto. I dolci sono il fiore all’occhiello visto che Federica è pasticciera.

Non ho difficoltà a pensare che il tuo locale non manchi di volti noti.

“Non mi posso lamentale (ride). Ho clienti e amici che come possono vengono da noi e questo mi inorgoglisce. Massimiliano Bruno, Ilary Blasi, Fabrizio Bentivoglio, Ricky Tognazzi, Simone Izzo, Matteo Branciamore, Francesco Acquaroli, Rocco Papaleo, Vanessa Gravina, Nancy Brilli, Sergio Zecca, Ennio Fantastichini, Luca Barbarossa ed il premio Oscar Vittorio Storaro sono alcuni dei nostri clienti e non solo nel periodo estivo.

Da uomo di spettacolo non puoi non aver altri obiettivi, sogni e programmi. Puoi svelarli?

“Certo che ho dei programmi ma fammi dire che sono estremamente soddisfatto, in particolare del mio locale con cui spero di ottenere una menzione sulla Guida Michelin di categoria. Invece per il cinema… “Bast che ce stà ‘a salute, o riest, che ce ne fott…. Nun tieni nisciuno problema!”, magari se davanti hai Du frittur. Gomorra docet.

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