Renna rudolph

di Alessandra de Feo – Babbo Natale, senza la sua slitta trainata dalle renne, avrebbe avuto ugualmente il suo successo e la sua aura di magia? Perché la notte del 24 dicembre, lo dice pure la canzone “The Christmas Song” (scritta nel 1944 e cantata magistralmente da Nat King Cole), “ogni bambino si metterà a spiare alla finestra per vedere se veramente le renne sanno volare”.

La visione di questa slitta nel cielo stellato che sfreccia veloce con il suo carico di doni e prelibatezze, guidata da un omone gioioso al suono della campanella e del caratteristico “OH – OH – OH !!!” ci fa sognare un po’ tutti quanti, gli adulti tornati bambini per una sera, a condividere tutti insieme quest’attesa trepidante. Nei ricordi di famiglia c’era sempre uno scampanellìo magico che d’improvviso si sentiva arrivare nella stanza, appositamente illuminata solo dalla luce della luna. Tutti alla finestra, il naso schiacciato sul vetro, i più piccolini che a malapena arrivavano a guardare il cielo stellato, ed ecco il suono del campanellino! E si era allora tutti convinti di essere riusciti a vedere le renne magiche spuntare da un angolo del cielo.

Ma conosciamole un po’ meglio queste renne fatate. Chi sono e come si chiamano?

Le renne appaiono per la prima volta nelle storie natalizie nel 1823, in America, nella poesia “La Notte prima di Natale”. Inizialmente sono 8, a cui più tardi si aggiungerà la nona, Rudolph, una tenerissima renna dal naso rosso e luminoso. Ognuna di queste renne ha un nome molto particolare legato ad una storia anch’essa originale:

VIXEN (Freccia): è la prima renna trovata da Babbo Natale. Ha il mantello color oro e al cambio di stagione Babbo Natale regala i suoi crini d’oro ai più poveri.

DANCER (Ballerina): sa ballare ogni passo di danza per allietare i bimbi tristi nei loro sogni

COMET (Cometa): è la renna più veloce, che capta i desideri dei bambini per riferirli subito a Babbo Natale. Quando vediamo una stella cadente in realtà è Comet che sfreccia nei cieli.

CUPID (Cupido): è la renna più tenera, il cui nome deriva da un cuore di pelo bianco sul petto. Ha il compito di individuare tra le tante letterine quella del bambino più buono.

DONDER (Saltarello): sa cantare e imitare le voci, soprattutto quelle dei genitori, per rimproverare i bimbi delle loro marachelle.

DASHER (Fulmine): è la protettrice dei doni. E’ nata con due dentoni grandi grandi che usa contro chiunque tenti di rubare i regali nella slitta.

BLITZEN (gemella di VIXEN): anche lei dal mantello d’oro, è sempre così tanto raffreddata che le goccioline che le scendono dal naso cadendo a terra fanno sbocciare tanti fiorellini.

PRANCER (Donnola): è la renna più timida, così timida che il musino le diventa tutto rosso ogni volta che si sente osservata.

E infine RUDOLPH, la meravigliosa renna dal naso luminoso la cui storia fu scritta nel 1939 in un libro di racconti natalizi per l’infanzia e che ispirò la canzone “Rudolph the Red-Nosed Reindeer” divenuta un classico tra i canti natalizi americani.

Secondo la tradizione Rudolph raggiunse il gruppo di renne di Babbo Natale in un secondo tempo ed avendo come caratteristica un grande naso rosso e luminoso venne messa in disparte e derisa dalle altre compagne. Ma una notte della Vigilia il cielo era coperto di una nebbia così fitta da non riuscire a vedere il cammino. Le renne erano perciò molto tristi perché non avrebbero potuto consegnare i doni ai bambini di tutto il mondo. Babbo Natale allora ebbe un ‘idea! Chiese a Rudolph di condurre la slitta perché con il suo nasone luminoso avrebbe potuto illuminare la strada da percorrere.

In questo modo i regali furono tutti consegnati in tempo e Rudolph da quella notte divenne la renna beniamina di tutto il gruppo.