Nicola Zingaretti
Nicola Zingaretti

Un tavolo tecnico istituito presso il ministero delle infrastrutture.

Trenta giorni di tempo, massimo, stando quando affermato dal presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, per trovare la soluzione più rapida a portare in cantiere la Roma – Latina.

E’ questo, in sintesi, quando emerso, e stabilito, nel corso dell’incontro che si è svolto oggi tra il presidnete della regione Lazio ed il ministro Toninelli.

Oggetto del vertice il futuro di uno dei progetti infrastrutturali più discussi ed ostacolati degli ultimi 25 anni.

“E’ stata una riunione utile, avendo superato – ha spiegato Zingaretti all’uscita dal Ministero – l’ostacolo dell’ennesimo ricorso al Consiglio di Stato. Ora si va avanti”.

Dichiarazioni che metterebbero a tacere gli avventori, alcuni come Liberi e Uguali in casa centrosinistra, di Zingaretti in merito a possibili ripensamenti o tentennamenti sulla realizzazione dell’opera.

“Questo proprio perchè essendo stata travagliata fino ad ora tutta la parte delle gare e delle assegnazioni non vogliamo commettere alcun tipo di errori. Il tema vero è la società in house, l’idea migliore, proposta dal ministro, è quella di un tavolo tecnico che valuti sia da un punto di vista giuridico, che da altri aspetti tecnici le scelte da far fare dalla società in house Autostrade per il Lazio“.

Nessun chiarimento è stato fornito, al momento sotto il profilo delle risorse.

Se è vero che quelle di parte pubblica sono state confermate, restano in dubbio proprio quelle della parte privata.

Oggi, per Zingaretti e Toninelli, l’imperativo non è solo scegliere sotto il profilo strategico la strada migliore da perseguire ma anche quella più pratica per rispettare il rimeline delle procedure per gli espropri, fissate al 31 dicembre 2020 che altri costi comporteranno.

“Mi auguro – interviene il consigliere regionale di Forza Italia, Giuseppe Simeone – che dal confronto aperto fra Regione e Ministero delle Infrastrutture possa arrivare una soluzione che permetta di sfruttare le autorizzazioni e i finanziamenti già concessi per l’opera. Occorre venire incontro alle reali esigenze di pendolari e imprese che costantemente sfruttano l’asse viario esistente. Gli 87mila veicoli al giorno, e di questi circa 37mila mezzi pesanti, disegnano il quadro di una vera e propria emergenza di fronte alla quale una pur necessaria messa in sicurezza non sarebbe risolutiva”.