autostrada Roma - Latina

Considerata da tutti, nonostante anni di battaglie, come un’opera indispensabile.

Oggi il Cipe ha prorogato i termini per gli espropri. Ma in oltre venti anni si è compreso che non si mettono sul tavolo determinazione e coraggio l’opera non vedrà mai la luce.

“Se vogliamo staccare il cordone ombelicale dell’autoisolamento credo che sia necessario spingere sull’acceleratore per la realizzazione dell’opera, stringendo mani e accordi anche con i colori differenti, perché l’insegnamento continuo dei cugini ciociari non può essere snobbato all’infinito. Se a Frosinone passa l’autostrada e ora anche l’alta velocità con il FrecciaRossa che fa tappa in stazione – spiega Pasquale Cardillo Cupo, consigliere provinciale Fratelli d’Italia e presidente commissione lavori pubblici – qualche domanda dovremmo porcela al pari di un’analisi di coscienza che forse ci porterebbe a perdere il sonno per parecchi giorni”.

La Pontina è una strada obsoleta ed inadeguata. Non esistono collegamenti veloci da e per la Capitale e il risultato è che imprese e cittadini della provincia di Latina restano nel totale isolamento.

“E’ il caso di concentrarci sul Corridoio intermodale Roma-Latina e sulla bretella Cisterna-Valmontone. Penso ai vantaggi non solo di percorrenza e messa in sicurezza delle nuove strutture, ma soprattutto rifletto dal punto di vista economico come queste due opere possano dare un maggiore impulso ai distretti industriali che insistono sul nostro territorio e a quelli futuri che si verranno a insediare, intercettando ulteriori investimenti per dare nuova linfa all’economia”.

E’ dal 2010 che il Cipe con una delibera autorizzò la realizzazione del corridoio intermodale Roma-Latina e del collegamento Cisterna-Valmontone. Sono seguiti corsi e ricorsi nelle aule dei tribunali, diverse sentenze del Consiglio di Stato.

E resta il cerino acceso legato al fatto che non si è ancora compreso come i intende realizzare l’opera considerato anche che l’ipotesi di nominare un commissario straordinario avrebbe subito uno stop.

“Restano le perplessità degli iter burocratici, che hanno la caratteristica di rallentare ogni tipo di azione. Mentre il governo centrale decide di non decidere prendendo tempo, resta da annunciare ufficialmente che il cronoprogramma dei lavori dell’asse viario Roma – Latina sembrerebbe che l’aggancio con Latina avverrà dopo quello con Pomezia, palesando ritardi e isolando ancora di più un territorio già avvilito di suo. Ancora, pare certo che la Regione sia intenzionata a dare priorità al progetto della Cisterna-Valmontone, mentre l’asse Roma-Latina avverrà dopo e con un piccolo costo per il pedaggio. Senza essere fini matematici, se la Cisterna-Valmontone dovesse partire a dicembre 2020 e ci vogliono 6 anni per la sua realizzazione, quando partiranno e termineranno i lavori per Latina?”

Senza pensare che la ricapitalizzazione in atto all’interno della società Autostrade del Lazio potrebbe comportare ulteriori ritardi.

“Forse più che nelle mani di uomini di buona volontà è il caso di affidarci a chi sa compiere autentici miracoli, perché di questo passo la realizzazione della Roma-Latina col coinvolgimento diretto del territorio pontino non avverrà prima di 10 anni e forse è il caso di ripensare un nuovo modo per uscire dall’isolamento”.