SR 148 Pontina

Una nuova tegola si sarebbe abbattuta sulla realizzazione dell’autostrada Roma – Latina.

Proprio nel momento in cui ogni nodo sembrava essere sciolto, quando la politica era, di nuovo, in trionfo per aver superato l’ennesimo ostacolo.

Quando non sembrava che mancasse che la nomina di un commissario per procedere, e speditamente, verso la realizzazione di un”infrastruttura considerata fondamentale per lo sviluppo e l’uscita dall’isolamento della provincia di latina e del Lazio, l’ennesima doccia fredda.

L’elenco delle cinquanta opere da commissariare entro questo mese di settembre pronto stando le parole del viceministro alle Infrastrutture Giancarlo Cancelleri su Il Messaggero.

Peccato che per La Roma Latina sembra sia stata presa una pausa di riflessione.

“Lo schema di luglio è stato integrato. Il resto è confermato con l’eccezione del dossier Roma-Latina sul quale è in corso una riflessione” dal momento che “noi Cinquestelle, insieme a Leu, abbiamo espresso delle perplessità chiedendo una revisione del progetto. L’obiettivo è disegnare un progetto ancora meno oneroso, meno invasivo dal punto di vista ambientale” e “l’utilizzo del treno per raggiungere Roma”.

Solo a luglio il presidente della regione Lazio aveva, nel corso della presentazione, con il ministro delle infrastrutture, Paola De Micheli, del piano delle infrastrutture da realizzare nel Lazio e ‘sbloccate‘ dal decreto Semplificazioni affermato che non restava che procedere rapidamente verso le nomine per entrare il prima possibile in cantiere.

La Roma – Latina rientrava, infatti, tra le nove opere, investimenti per circa 6 miliardi di euro.

Tra queste ci sono il completamento della Civitavecchia-Orte, il potenziamento a 4 corsie della via Salaria – il potenziamento della A24 e della A25 (Roma-L’Aquila e Roma-Pescara) – il proseguimento della Civitavecchia-Livorno (da Tarquinia).

Insomma si tratterebbe dell’ennesimo problema di natura politica che, al di là dei corsi e ricorsi nelle aule dei tribunali, pesa da sempre sull’opera.

Ora la politica tornerà a scatenarsi mentre i cantieri tornano nel cassetto, di nuovo.